Sabato 13 Febbraio 2010

A Valleve riappare «Damocle»
E' la quarta volta in 25 anni

E' la cascata sognata da tutte le generazioni di alpinisti bergamaschi e non solo. Dopo alcuni inverni che non si formava, i primi giorni di febbraio la natura ha creato di nuovo «Damocle», una spettacolare colonna di ghiaccio lunga circa 45 metri. Damocle si trova sul territorio del Comune di Valleve e la notizia della sua ricomparsa si è diffusa su internet velocemente. Per conquistarla stanno arrivando varie guide alpine e alpinisti amanti del ghiaccio.

Uno dei primi ad approfittare di questa occasione imperdibile è stato un appassionato delle cascate di ghiaccio, Gerry Bettinelli del gruppo Gamass di Almenno San Salvatore, che l'ha salita domenica 7 febbraio e ci ha mandato le foto che pubblichiamo. Il primo a scalare Damocle nel 2000 è stato Simone Moro, poi Yuri Parimbelli ed Ezio Marlier l'hanno conquistata nel 2006. Proprio dal sito di Simone Moro è tratta la storia di questa meraviglia della natura.

«Damocle» di Simone Moro - Dioniso, il tiranno che governava Siracusa, venne proclamato da Damocle, l'adulatore, l'uomo più felice della terra. Il re, per convincerlo del suo errore, invitò Damocle a un banchetto, rivestendolo e trattandolo come un sovrano. Ma durante la festa , una spada sostenuta da un singolo crine di cavallo, fu appesa al soffitto proprio sopra la testa di Damocle; e tutto questo per fargli simbolicamente comprendere il tipo di felicità di cui gode un tiranno.

Esiste però un altro Damocle, dove diversa è la natura della spada e diversi sono gli adulatori….. Non è più un crine di cavallo che regge precariamente in bilico la “spada” ma è qualcosa di più sottile ed invisibile. Si trova nel bergamasco, in alta valle Brembana questa seconda leggenda di Damocle e dal 1985 ad oggi è stato possibile assistere per sole 3 volte alla materializzazione della storia. Di ghiaccio è la natura della spada, lunga 45 metri, pendente dal bordo superiore di un anfiteatro roccioso. Il crine di cavallo è rappresentato dal freddo, dalla sottile anima di questa candela ghiacciata e dagli inspiegabili equilibri che hanno permesso anche in questo ultimo inverno che la stalattite di ghiaccio riuscisse ad allungarsi nel vuoto fino a toccare terra.

Oltre cinquanta tonnellate di ghiaccio che diventano una colonna e che suonano come una canna d'organo ad ogni colpo di piccozza inferto delicatamente dai suoi adulatori. Sono proprio loro, gli alpinisti del ghiaccio i visionari e gli adulatori di questa scultura naturale e ad oggi sono stati solo 3, come le volte in cui la colonna si è formata, coloro che hanno fatto questo viaggio verticale appesi alle punte di piccozze e ramponi e all'irresistibile desiderio di divenire una parte dell'anima di questa colonna ghiacciata.

Storia della cascata - Era l'anno di passaggio dal vecchio al nuovo millennio il momento in cui decisi di concretizzare la mia adulazione verso Damocle e realizzare la prima salita di questo gioiello ghiacciato. Erano già otto anni che facevo spedizioni alpinistiche in Himalaya e in giro per il mondo, che avevo abbandonato le competizioni di arrampicata sportiva, ma con i limiti ed i pregi di un alpinista polivalente mi ero sempre mantenuto pronto ai giochi su roccia e ghiaccio di alta difficoltà. Anche io come altri avevo sognato nel vedere le immagini dei grandi campioni in azione sugli strapiombi rocciosi o ghiacciati delle loro cattedrali naturali e proprio perché ai sogni non ho mai posto dei limiti, avevo pianificato di divenire anche io artefice e non solo spettatore di queste acrobazie.

Tra successi e sonore batoste mi ero sempre tolto delle soddisfazioni in roccia e avevo voglia di farlo anche su ghiaccio ma desideravo prima trovare la mia “cattedrale”. Fu con questo spirito che seguendo le indicazioni di “Camos” Bruno Tassi e di altri amici che cominciai a sorvegliare questa cascata d'acqua che scende dal monte Pegherolo e che con i primi freddi dell'inverno si tramuta in una lancia ghiacciata. Una lancia però quasi sempre destinata a spezzarsi sotto il peso delle sue tonnellate e delle temperature ballerine di inverni troppo miti e brevi. L'arrivo del nuovo millennio portò finalmente con sè anche il regalo che la lancia di Damocle si trasformasse nella colonna ghiacciata più spettacolare che io abbia mai visto. Una perfetta colonna posizionata al centro della cattedrale che stavo cercando.

Dopo pochi giorni dalla sua formazione ero già alla base della cascata e dopo una ricognizione dall'alto decisi di lanciarmi in questa piccola grande avventura di cristallo. Non disponevo di chiodi di ghiaccio efficienti e di buona qualità e per questo avevo lasciato in loco 4 precarie viti da ghiaccio faticosamente posizionate a due mani durante la mia ricognizione. Nacque così la prima salita dal basso e senza dragone di questa aerea cascata di ghiaccio dove i sentimenti di terrore, entusiasmo e felicità hanno fissato nella mia memoria un'indimenticabile momento di vita.

Non sono più solo però ad avere corteggiato e avuto Damocle. Quest'anno l'inverno è nuovamente e pienamente tornato ad essere protagonista dei mesi del calendario astronomico. Nel giro di dodici giorni sono state due le salite di questa colonna. Un altro bergamasco Yuri Parimbelli, forte guida alpina ed arrampicatore affermato, è riuscito il 12 gennaio 2006 nella prima ripetizione. Ezio Marlier, specialista valdostano del ghiaccio ed impegnato nel famoso ed apprezzato Ice tour in giro per le cascate delle Alpi ha compiuto il 24 gennaio la terza ripetizione del tiro, in una danza verticale con i muscoli ed i nervi di 52 minuti. Tutti e tre confermiamo non solo la difficoltà ma la precarietà di questa cascata che si sale probabilmente una sola volta nella vita se non si vuole riporre troppa fede nella benevolenza del buon Dio.

Per questo motivo ci sentiamo di esortare gli amanti del ghiaccio a venire ad ammirare Damocle, ma non esortiamo nessuno alla sua salita se non ricordando la piena ed autonoma assunzione di tutti i rischi che una scalata del genere comporta. Nel giro di pochissimi chilometri ci sono decine di comode, più sicure ed anche difficili cascate. Oggi Damocle è anche dry tooling visto che dopo la mia salita del 2000 ho chiodato tutta la volta rocciosa che conduce al labro superiore a cui è appesa Damocle. In questo modo non sarà necessario attendere lunghi anni per toccare la lancia di ghiaccio ma bisognerà estrarre dallo zaino anche una buona dose di pompa….. Tutti i ghiacciatori del bergamasco, i bar e gli alberghi e la gente che abita intorno a Damocle, in Valle Brembana, vi aspettano. Sarà anche l'occasione per raccontarvi di altre fantastiche cascate di altre valli della nostra silenziosa provincia. Simone Moro

Informazioni tecniche - Via: Damocle. Prima salita: Simone Moro 2000 (ripetizioni Y. Parimbelli e E. Marlier nel 2006). Esposizione: Nord. Lunghezza: 45 metri (dipende dove si fa sosta) ma consigliamo corde da 60 mt. Difficoltà: IV+/ 6+ Bellezza: * * * * * e lode. Accesso generale: Valleve è il comune sul cui territorio è situata Damocle e molte altre cascate. Si trova in Alta valle Brembana a 52 km da Bergamo. Dall'autostrada uscire a Bergamo e prendere le indicazioni valli di Bergamo e successivamente per la Valle Brembana. Percorrerla interamente per 50 chilometri seguendo le indicazioni per Foppolo che è l'ultimo paese della valle, stazione sciistica, situata proprio dopo il comune di Valleve.

Accesso alla cascata Damocle: si trova 1,2 km dopo il centro abitato di Valleve in corrispondenza dell'unico ponte su cui transita la strada provinciale della valle Brembana. Subito dopo il ponte parcheggiare la macchina sulla destra (posto per 5/6 auto). Da li se si vuole ammirare e fotografare Damocle è sufficiente proseguire a piedi per 100 metri lungo la strada asfaltata e guardare dall'altra parte della valle. Da li si intuisce anche l'accesso alla base della colonna (5 minuti su traccia nevosa, dall'inizio del ponte su cui siete appena transitati in auto).

k.manenti

© riproduzione riservata