Lunedì 15 Febbraio 2010

Azzano, Cittadella dell'anziano ok
Ma i medici non si trasferiranno lì

I lavori alla Cittadella dell'anziano di Azzano San Paolo stanno per essere completati, ma nel progetto, che inizialmente prevedeva un nuovo spazio anche per lo Studio medico associato, i medici di base del paese non rientreranno più.

Perplesso il sindaco Simona Pergreffi: «È con grande rammarico che, settimana scorsa, abbiamo accolto la decisione dei nostri sei medici di non trasferirsi negli ambienti predisposti vicino alla cittadella dell'anziano che, dopo tre anni di lavori, finalmente stiamo cercando di attivare».

«È un progetto su cui puntiamo moltissimo, già studiato dalla precedente Amministrazione, ma che ora deve fare i conti con il passo più delicato della gestione. Si tratta di un complesso che può andare oltre al concetto della classica casa di riposo e che fornirà al paese, e anche ai vicini, un vero e proprio centro socio-sanitario».

La struttura, che dovrebbe essere pronta a fine marzo, potrà accogliere una sessantina di persone anziane ormai costrette a letto dalla malattia o bisognose di assistenze che non possono essere garantite in casa o con l'assistenza domiciliare.

Il complesso è considerato dall'Azienda sanitaria locale tra le Rsa più belle e innovative presenti nella Bergamasca. Il problema è che i medici del paese, che aveva caldeggiato il progetto, visto l'eccessivo prolungarsi dei tempi e in cerca di una sistemazione che possa migliorare il loro servizio alla comunità, hanno preferito optare per un'altra soluzione.

«Abbiamo aspettato cinque anni - dice il dottor Antonio Cusimano, uno dei medici di famiglia del paese - ma visti i ritardi e con la paura che il progetto potesse andare troppo per le lunghe, abbiamo preferito accettare l'offerta di un'immobiliare che, oltre a proporci uno spazio più ampio dell'attuale, sempre in centro al paese, ci garantisce un trasferimento di sede entro l'anno, in modo da riuscire a migliorare quanto prima il nostro servizio».

Una risposta che ha lasciato amarezza nell'Amministrazione comunale, che comunque pensa già ad altre destinazioni per l'area di 350 metri quadri che era stata pensata come possibile collocazione dello studio medico.

Leggi di più su l'Eco di martedì 16 febbraio.

m.sanfilippo

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