Venerdì 26 Febbraio 2010

La solidarietà dei bergamaschi
per i bimbi dell'Elvira Rota Village

Alla bella età di 92 anni si è avverato il sogno di Domitilla Rota Hyams: dare una chiesa per pregare e cantare ai «piccoli angeli» dell'Elvira Rota Village, ovvero ai quei bambini e ragazzi handicappati gravi che vivono nella seconda casa dell'istituto Piccolo Paradiso, fondato da Domitilla Rota Hyams nel 1967 a Johannesburg, in Sud Africa. La storia di questa missione sudafricana è cominciata a Bergamo, all'Albenza in particolare, dove Domitilla è nata e ha vissuto fino al 1947, prima di sposare Daniel Hyams, un prigioniero di guerra sudafricano di origini inglesi che dopo essersi allontanato dal campo di prigionia della Grumellina aveva trovato rifugio per venti mesi, proprio in Albenza.

L'inaugurazione della chiesa, dedicata alla Sacra Famiglia, è avvenuta il 31 gennaio 2010, con la partecipazione di numerose autorità e ospiti, tra i quali l'arcivescovo del Sudafrica George Francis Daniel e le religiose originarie dell'India che presteranno la loro preziosa opera all'istituto. Durante la cerimonia sono stati letti i messaggi beneauguranti di don Dante Cortinovis e di Gianbattista Brioschi, parroco e sindaco di Almenno San Bartolomeo. Da molto Domitilla insisteva con familiari e collaboratori per la costruzione della chiesa per questa seconda casa del Piccolo Paradiso. Voleva che anche loro, come gli altri 160 che sono ospitati nella casa in città, potessero godere della presenza del Santissimo.

Grande, ma di stile sobrio ed essenziale in sintonia con i valori della vita quotidiana del Piccolo Paradiso, la chiesa è stata realizzata grazie al contributo di benefattori africani e bergamaschi. Anche tanti oggetti dell'arredamento sacro della chiesa sono frutto della generosità dei bergamaschi, come la tovaglia dell'altare ricamata pazientemente a mano dalle signore almennesi, i calici e l'ostensorio donato dalla comunità almennese a Domitilla nell'aprile 2009, in occasione del suo rientro in Italia, per la presentazione del libro «Storie in valigia» scritto da Giuseppe Zois e Laura Di Teodoro ed edito dalla Provincia di Bergamo, sui bergamaschi che hanno contribuito a portare nel mondo con onore il nome di Bergamo, nel quale a Domitilla è stato dedicato un capitolo.

Sul pannello posto su una parete della chiesa, a ricordo dell'avvenimento, oltre ai nomi dei tanti sponsor sudafricani è inciso anche il nome del Gruppo Missionario e del parroco di Almenno San Bartolomeo, del Gruppo Amici del Guatemala di Palazzago e tanti nomi di donatori bergamaschi che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Nell'istituto sono presenti tanti altri spazi che ricordano Bergamo, come il padiglione infermieristico dedicato a Pino Rota, fratello di Domitilla e purtroppo scomparso nel settembre scorso; un'area didattica verde attrezzata a relax dedicata a una famiglia di Almenno San Bartolomeo e un cottage dove vengono i ospitati i volontari che, provenienti da tutto il mondo, svolgono la loro attività in favore dei piccoli ospiti, dedicato a Barbara Mazzoleni, la prima volontaria di Almenno.

Nel cottage hanno soggiornato durante il loro lavoro sei ragazzi almennesi accompagnati da don Luca Ceresoli, parroco di Albenza. Durante la cerimonia Domitilla, attorniata dal marito Daniel, dai sei figli, dai quattordici nipoti e quattro pronipoti, ha avuto parole di ringraziamento per quanti hanno contribuito alla realizzazione di quest'opera.

e.roncalli

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