«Carmine» e «Sant'Agata»:
il recupero resta un sogno

Mancano i soldi per realizzare il programma speciale per il Carmine e Sant'Agata, in Città Alta. Quelli disponibili (i tre milioni e rotti euro derivanti dal piano integrato ex Enel) sono stati spalmati nel Piano delle opere pubbliche in tre annualità e, a malapena, basteranno per mettere in sicurezza l'edificio. Gli altri, si parla di una cifra superiore ai 15 milioni di euro, sono tutti da trovare.

Lo ha detto chiaro e tondo l'assessore all'Urbanistica Andrea Pezzotta, intervenuto martedì sera assieme al collega all'Edilizia privata Tommaso d'Aloia, al consigliere comunale Luciana Frosio Roncalli (delegata dal sindaco per le questioni di Città Alta) alla seduta che la 3ª Circoscrizione ha convocato in sala Curò per presentare lo stesso programma speciale.

«La vendita di Sant'Agata e la sua destinazione alberghiera resta la chiave dell'intera operazione – ha sottolineato Pezzotta –: senza, sarà difficile reperire le risorse indispensabili; al momento le strade aperte sono due. La vendita diretta da parte del demanio dopo la trasformazione urbanistica, ipotesi che per il Comune sarebbe ovviamente meno remunerativa, ma soprattutto l'assegnazione a titolo gratuito all'amministrazione del complesso così come contemplato dalla più recente Finanziaria: abbiamo già avanzato la richiesta, che riguarda anche la Torre dei venti e l'ex Diurno, e nonostante al momento manchino ancora i decreti attuativi per dare seguito all'iter, questa sarebbe ovviamente la soluzione più auspicabile dato che ci consentirebbe di vendere direttamente l'immobile ottenendo le risorse indispensabili a dare il via anche al recupero del Carmine».

Solo a quel punto il programma speciale, che martedì sera è stata presentato da Andrea Gritti (coordinatore del gruppo di lavoro al quale partecipano anche Alberto Bianchi, Gabriele Medolago e Sandra Giorgi) e dal tecnico comunale Gianluca Della Mea, potrà trovare una effettiva attuazione.

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