Gleno, laser e letto di luci
per curare ulcere e piaghe

Gleno, laser e letto di luci per curare ulcere e piaghe
Arrivano 60 mila euro, finanziati dalla Fondazione Mia, per un progetto di cura delle piaghe da decubito e altre lesioni e ulcere come quelle vascolari, per esempio alle gambe causate dalla cattiva circolazione o il diabete: un investimento destinato alla Fondazione Casa di riposo Santa Maria Ausiliatrice onlus (nata dal vecchio Gleno e di cui la Mia è tra i soci fondatori) che ospita molti anziani con problemi di deambulazione, altrettanti malati di demenze senili spesso costretti a letto e non autosufficienti, ma anche persone in stato vegetativo.

Un progetto che è una cura all'avanguardia, e che, come spiega Fabrizio Lazzarini, direttore generale della Fondazione Santa Maria Ausiliatrice «è il primo mai attuato a Bergamo con macchinari che permettono di curare le piaghe da decubito con la luce. Questo fa di certo il Gleno un punto di riferimento per tutta la Bergamasca: l'ambulatorio vulnologico non è soltanto riservato agli ospiti, ma è aperto a tutti».

Il finanziamento è servito ad acquistare due speciali lettini a Led e una apparecchiatura laser per terapie mirate su ulcere e piaghe. I lettini a Led assomigliano molto a quelli per l'abbronzatura: è il paziente a scegliere che tipo di luce preferisce sul lettino (i Led si accendono di rosso o di blu a scelta, ma questa non è la luce curativa, bensì soltanto, per così dire di «arredo») e, come spiega il fisico Marcello Baldacchini, responsabile tecnico del sistema di cura applicato al Gleno, «il lettino tramite 7.000 emettitori rilascia fasci di luce, non visibili a occhio nudo, che vengono proiettati a impulsi ripetuti e costanti. Luce al silicio, proprio come il silicio è alla base delle sabbiature. Cosa fa questa luce speciale? Massaggia in modo continuo le cellule, che si rigenerano più velocemente. In sostanza, tutto l'organismo si rafforza, le cellule è come se respirassero di più e meglio e quindi si riproducono più velocemente».

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