Venerdì 12 Marzo 2010

In coda da Treviglio a Bergamo
Slalom tra varianti e rotatorie

Diciotto chilometri che collegano Treviglio con Bergamo, la seconda città della Bergamasca con il capoluogo di provincia. Solo questo spiegherebbe l'importanza del primo tratto dell'ex statale 42 del Tonale e della Mendola, importante arteria del Nord Italia, che nasce appunto a Treviglio e addirittura sfocia, dopo 225 chilometri, in Alto Adige, dove confluisce - forse pochi lo sanno - nella suggestiva «Strada del vino», alle porte di Bolzano, in località Pianizza di Sopra.

Una strada che, complessivamente, attraversa quindi due regioni (Lombardia e Trentino Alto Adige) e quattro province (Bergamo, Brescia, Trento e Bolzano). Superata la città di Bergamo, la 42 - dismessa a «ex statale» nel tratto da Treviglio - torna a essere una statale (tra l'altro l'unica della Bergamasca) a tutti gli effetti: prosegue in Val Cavallina, lambisce a Nord il lago d'Iseo, confluisce nella Val Camonica in provincia di Brescia, sfiora la Valtellina e, dopo Ponte di Legno, raggiunge il suo culmine al passo del Tonale che, con i suoi 1.883 metri, è il punto più alto della strada. In Trentino la strada prosegue nella Val di Sole e poi nella Val di Non, fino ad arrivare quasi alle porte del capoluogo del Sudtirolo.

Una strada suggestiva, nulla a che vedere con l'A4 e l'Autobrennero, ma certamente che richiede una maggiore pazienza per essere percorsa. La 42 viene utilizzata quotidianamente da migliaia di bergamaschi anche per percorrere tratti che rappresentano soltanto una minima percentuale dei suoi chilometri. È il caso di chi vive nella Bassa, in particolare a Treviglio: la 42 rappresenta la strada più veloce per raggiungere in auto Bergamo. Poco più di 18 chilometri, appunto, che si percorrono - traffico permettendo - in circa venti, venticinque minuti. Questo primo tratto della statale del Tonale è caratterizzato da diversi problemi, trattandosi di una strada antica che deve fare i conti con il traffico moderno.

Problemi ai quali da anni si tenta di ovviare con rotatorie e tangenziali. Tra le problematiche in primis spicca l'attraversamento di due centri abitati, Arcene e Verdello. A Treviglio, infatti, la 42 nasce dall'ex statale Padana superiore a Nord-Est della città: un incrocio particolarmente trafficato, regolato da un semaforo che non facilita certo il confluire dei veicoli. Se qui si imbocca appunto la statale del Tonale verso Bergamo, ci si troverà di fronte un lungo rettilineo e soltanto dopo 4 chilometri si arriverà al prossimo paese, Arcene.

Avendo l'ex statale 42 origini molto antiche, nel percorrerla si noterà che, all'orizzonte, si potranno vedere - perfettamente allineati con la carreggiata - i campanili dei vari comuni: usciti da Treviglio si vedrà quello di Arcene, oltre Arcene quello di Verdello, usciti da Verdello quello di Stezzano e, superato Stezzano, quello di Colognola. E lo stesso procedendo da Bergamo verso Treviglio. Nei secoli addietro i campanili rappresentavano infatti l'unico «strumento tecnico» per costruire una strada diritta.

Il traffico di oggi ha però spinto i vari comuni a trovare soluzioni alternative al vecchio tracciato della 42: precursore delle circonvallazioni è stato Stezzano, dove già da diversi anni è stata realizzata una strada che lambisce a Est il centro abitato, sollevato del traffico extraurbano. In pratica la circonvallazione allunga di un chilometro esatto il percorso, ma fa risparmiare tre o quattro minuti che si perderebbero nei semafori del centro.

Qualche centinaia di chilometri più a Sud di Stezzano proprio dallo scorso sabato è stata aperta la rotatoria che porta sulla nuova tangenziale Sud di Bergamo. Il cantiere è ancora aperto e in fase di avanzamento: la nuova strada porterà direttamente a Dalmine, all'altezza del casello autostradale, e poi si collegherà con la Dalmine-Villa d'Almè. Per indicare la nuova rotatoria sono state collocate delle grosse frecce luminose.

Anche Arcene e Verdello, gli altri due paesi attraversati nel loro cuore dalla statale del Tonale, stanno in qualche modo - e con diverse soluzioni ancora sul tappeto - tentando di ovviare al problema. Nel frattempo anche sul tratto Treviglio-Bergamo della 42 sono comparse, negli ultimi anni, numerose rotatorie, un po' come in tante altre grandi arterie della Bergamasca: spesso, anche qui, senza un criterio apparentemente logico, visto che in alcuni punti sono presenti rotatorie dove potrebbero anche non servire, mentre ad altri incroci - evidentemente pericolosi - permangono degli svincoli.

I casi forse più evidenti sono due. Il primo alle porte di Verdello, dove nell'ex statale confluisce corso Italia, strada che arriva dalla trafficata zona artigianale di Verdellino-Zingonia: proprio la strada che porta verso il centro di Verdellino è stata recentemente riqualificata e prolungata e ora il traffico in questo tratto è sicuramente più intenso. Il secondo è lo svincolo che conduce all'interno dell'abitato di Levate, nel tratto tra Verdello e Stezzano: qui una rotatoria sarebbe proprio utile, ma permane un pericoloso incrocio a «T».

Eppure di rotatorie ne sono state realizzate in punti dove forse servivano di meno: come, sempre alle porte di Verdello, poco oltre il cimitero (paradossalmente a poche decine di metri dallo svincolo pericoloso di corso Italia), all'altezza di un nuovo edificio commerciale. Ma anche alle porte di Arcene, all'altezza della ditta Brulli, dove una rotatoria sostituisce un incrocio a «T». Poco più avanti si trova la nuova rotatoria che dà accesso alla futura (e in parte già realizzata) tangenziale di Arcene (a Ovest dell'abitato). Come, a Nord di Verdello, si trova una rotatoria (ancora in costruzione) dove confluirà la tangenziale di Verdello (a Ovest del paese).

In centro ad Arcene, infatti, è presente una pericolosa strettoia (all'altezza di via Tripoli), mentre in centro a Verdello c'è un incrocio semaforico che fa perdere numerosi minuti agli automobilisti, soprattutto nelle ore di punta, quando si formano interminabili code in entrambe le direzioni: praticamente è l'incrocio dove gli automobilisti sono costretti a stare in attesa per più tempo lungo tutto il tratto dell'ex statale.

Anche Bergamo ha già ovviato all'attraversamento del centro di Colognola, con la nuova bretella, anche se in realtà l'utilizzo di questo svincolo non sembra ancora entrato nelle abitudini dei numerosi automobilisti.
 Fabio Conti

m.sanfilippo

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