Martedì 16 Marzo 2010

No alla nuova cava: Casirate
dà battaglia e ricorre al Tar

Il Comune di Casirate dà battaglia e non si rassegna alla cava da 4,5 milioni di metri cubi che la Giunta regionale ha reintrodotto (in seguito a un ricorso) nel piano provinciale. L'amministrazione locale ha deciso di combattere l'insediamento della nuova cava attraverso le vie legali, con un ricorso al Tar di Milano.

Giuseppe Maridati, avvocato trevigliese, è il legale incaricato dal Comune. «Prima di rendere pubblica questa decisione, assunta lo scorso 5 marzo - afferma il sindaco di Casirate, Luigia Degeri (lista civica «Rinnovare per te») - abbiamo voluto approfondire con il legale i minimi dettagli. Intendiamo, con questo ricorso, far valere un nostro diritto. Sappiamo che le armi a nostra disposizione sono abbastanza risicate, ma non intendiamo tirarci indietro».

Denominata «ATEg 41» e individuata in un'area non lontano da Cascine San Pietro, frazione di Cassano e, in piccola parte, di Casirate, questa nuova cava prevede una disponibilità di 3,5 milioni di metri cubi di materiale, più un altro milione come riserva, e un'escavazione profonda 32 metri. Nella primavera del 2008 il Consiglio regionale della Lombardia l'aveva stralciata dal piano cave bergamasco. Contro tale provvedimento una ditta di escavazioni aveva però presentato, pochi mesi più tardi, un ricorso al Tar di Milano, accolto dal tribunale nel maggio scorso.

Nella sentenza i giudici avevano stabilito che il Consiglio regionale avrebbe dovuto meglio motivare le ragioni dello stralcio. A seguito di ciò il 13 gennaio la Giunta regionale ha reintegrato nel piano cave il polo estrattivo di Casirate (così come quello di Caravaggio). E proprio l'insufficienza delle motivazioni addotte in autotutela dalla Giunta regionale per reinserire l'ATEg 41 nel programma provinciale di escavazioni è il concetto base su cui verrà elaborato il ricorso. 

La decisione dell'amministrazione comunale trova favorevoli le minoranze, così come il sindaco Gabriele Riva della vicina Arzago. Leggi di più su L'Eco di martedì 16 marzo.

m.sanfilippo

© riproduzione riservata