Martedì 30 Marzo 2010

Autismo, per gli ammalati
dai 18 anni è il vuoto di servizi

I casi di autismo sono circa mille, ma per gli ammalati che hanno più di 18 anni è il vuoto di servizi: la denuncia è dei genitori dell'Associazione Spazio autismo di Bergamo, che supporta il progetto per l'integrazione sociale delle persone con autismo, nata nel 1995 in collaborazione con l'assessorato all'Istruzione del Comune di Bergamo. Il progetto si è sviluppato nel 2001, grazie all'intervento dell'assessorato Politiche sociali della Provincia, che ha aperto la via a tre Centri a Ponte San Pietro, Romano di Lombardia e Seriate.

Per gli autistici adulti, dicono i genitori, non ci sono punti di riferimento. Finita la scuola, finito il tempo dei servizi specialistici dell'età evolutiva, la famiglia (se non è scoppiata nel frattempo) si ritrova sola a fronteggiare il futuro. Il problema, del resto, accomuna tutti i tipi di disabilità. Ma l'autismo è patologia riconosciuta di recente, con meno storia, anche assistenziale, alle spalle.

L'Organizzazione mondiale della sanità stima che vi sia un caso di autismo ogni 1.000 abitanti, il che equivarrebbe in Bergamasca a un migliaio di casi. In Italia si calcola che siano 360 mila le persone autistiche e le associazioni che se ne occupano chiedono che le linee guida per i servizi approvate nel 2008 dal Tavolo nazionale per l'Autismo siano recepite dalla Conferenza Stato-Regioni e quindi applicate.

Ma cos'è l'autismo? Il 2 aprile, venerdì, è la 3ª Giornata mondiale dedicata a questa patologia. L'autismo è una sindrome, cioè una patologia che si presenta con mille sfumature diverse di gravità e manifestazioni, tanto che si parla di «autismi» e «spettro autistico» a segnalarne l'«imprendibilità» che, fino a una quindicina d'anni fa, era anche diagnostica. In passato gli autistici sono stati aggregati ad altre classi di malattie psichiche e dispersi prima nei manicomi e poi nelle varie strutture di accudimento.

Si può perciò dire che la classe di età che sta arrivando ora alla fine dell'adolescenza rappresenti il primo gruppo consistente di autistici adulti riconosciuti come tali. Già questo fa capire perché ci sia poco, soprattutto dopo il compimento del 18° anno di età.

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r.clemente

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