Martedì 30 Marzo 2010

Per l'ex sindaco di Songavazzo
esequie giovedì a Castione

Si terranno giovedì 1° aprile, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Castione, le esequie di Giacomo Benzoni, l'ex sindaco di Songavazzo morto tragicamente lunedì a Castione dopo essersi amputato il braccio con una motosega mentre stava potando un albero.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio sia a Castione della Presolana, dove il sessantatreenne abitava (in una villa di via Giardini 15), sia a Songavazzo dove Benzoni, morto sotto gli occhi della moglie e del figlio, era stato sindaco da diversi anni.

La morte dell'insegnante in pensione è stata il frutto di una serie di incredibili fatalità: la cima della betulla che stava tagliando si è piegata e, dopo essersi appoggiata su un cavo elettrico, ha fatto rimbalzare all'indietro la motosega che ha colpito Benzoni con violenza, provocandogli l'amputazione di un braccio. L'ex sindaco è così morto dissanguato.

La moglie Adriana Covelli e il figlio Mauro, trentenne, avevano tra le mani la corda che, secondo le intenzioni dell'uomo, sarebbe dovuta servire per orientare nel giusto verso la caduta della cima dell'albero a cui era stata legata. Invece, durante l'operazione, qualcosa è andato storto e per Benzoni non c'è stato nulla da fare.

Benzoni era salito sulla betulla, a un altezza di circa otto metri dal suolo, con una scala e aveva iniziato a tagliare la cima che, all'improvviso, si è piegata nella direzione opposta a quella verso la quale l'uomo e i familiari volevano orientarla con la corda che avevano legato. Il tronco si è quindi appoggiato su un cavo di distribuzione dell'energia elettrica, nonostante la moglie e il figlio si stessero sforzando di farlo cadere dalla parte opposta. Non è ancora chiaro se ci sia stata una scarica elettrica o se Benzoni si sia solo spaventato tirando con troppa forza la elettrosega.

La violenza con cui la lama, ancora in rotazione, ha colpito il braccio sinistro di Giacomo Benzoni ha provocato una gravissima ferita dalla quale ha iniziato a uscire molto sangue. La moglie e il figlio, impotenti, non hanno potuto fare nulla per evitare l'incidente e nemmeno la corsa da un vicino di casa, per domandare aiuto, nel disperato tentativo di prestare le prime cure al marito è servita.

Nella villa di via Giardini, lunedì sera, tantissime persone hanno voluto portare il loro conforto ai familiari. Tra loro il vicesindaco Tiziano Tomasoni, che si è detto scosso per «questa tragedia immane che colpisce il paese», e il capogruppo di maggioranza Sergio Rossi, insegnante e collega di Benzoni, che ha raccontato: «È stato professore di francese per lunghi anni alle scuole medie del paese conoscendo molte generazioni. In tanti l'hanno apprezzato per la sua semplicità, disponibilità e affabilità».

m.sanfilippo

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