Martedì 30 Marzo 2010

L'uomo bruciato dal genero
ancora gravissimo al Niguarda

Restano gravissime le condizioni di Giannino Trapletti, 58 anni di Borgo di Terzo. Architetto ed ex sindaco del paese, domenica sera - stando alle accuse - l'uomo era stato coperto di liquido infiammabile dal genero senegalese, che poi gli ha dato fuoco. L'avvocato della famiglia, Cinzia Pezzotta, ha confermato che dal Niguarda di Milano, dove Trapletti è ricoverato con ustioni di secondo e terzo grado sul 90 per cento del corpo, non arrivano notizie né di miglioramenti nè di peggioramenti.

Anche senegalese - Matar Mal di 33 anni, disoccupato - resta ricoverato in gravi condizioni all'Humanitas Gavazzeni: si era  accoltellato al culmine del dramma, procurandosi lesioni polmonari, ferite al torace e alla gola. L'immigrato è piantonato dai carabinieri di Casazza, che lo hanno arrestato per duplice tentato omicidio.

Oltre ad aver appiccato il fuoco allo suocero, il senegalese è accusato di aver procurato ustioni alla moglie Tatiana, 36 anni, e di averla pugnalata due volte, ferendola a una scapola e a un seno: la donna è ricoverata all'ospedale di Alzano con una prognosi di 40 giorni.

In ospedale, con ferite meno gravi, sono finiti anche i figli piccolissimi della coppia: uno di otto mesi, leggermente ustionato, e uno di nemmeno due anni, lievemente intossicato dai fumi dell'incendio.

Al pronto soccorso erano finite anche la moglie di Giannino Trapletti, Claudiana, 57 anni, e un'altra figlia dell'ex sindaco, 27 anni, intervenute per soccorrerlo: per loro ustioni alle gambe guaribili in 20 giorni.

Un dramma annunciato, secondo l'avvocato Pezzotta: il legale ha sottolinato come la situazione di pericolo fosse stata già resa nota all'autorità giudiziaria, attraverso una querela per minacce e maltrattamenti presentata da Tatiana Trapletti, la moglie del senegalese.

Ad agosto Tatiana, assistente sociale, si era rivolta all'avvocato intendendo avviare le procedure di separazione dal marito (l'udienza è prevista in aprile). Nei mesi seguenti, sempre secondo l'avvocato dei Trapletti, Matar Mal avrebbe proferito ripetute minacce verbali (non risulta violenza fisica) nei confronti della moglie e del nucleo familiare di lei, inducendo Tatiana Trapletti a sporgere querela per minacce.

Matar Mal aveva contro-querelato la moglie accusandola di non fargli vedere i figli. La donna aveva lasciato la villetta dove abitava, ma la situazione era rimasta pericolosa, perché quella dei genitori era accanto alla sua.

La rabbia covata da mesi da Matar Mal è scoppiata domenica sera: verso le 22 il senegalese ha avuto una furibonda lite con il suocero in giardino e ha cosparso Giannino Trapletti di liquido infiammabile, dandogli poi fuoco con un accendino. Sentendo le urla erano intervenuti gli altri familiari, oltre ai vicini. Fino a quando Matar è stramazzato al suolo dopo essersi accoltellato più volte.

r.clemente

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