Martedì 04 Maggio 2010

«Montezemolo non chiuda Valbona»
Il direttore Ongis scrive ai vertici

Cari Montezemolo e Della Valle,

mi permetto di farvi presente un problema che non è solo aziendale, ma che coinvolge la sofferenza di una valle già di suo isolata e sottoposta in questi anni a una serie di emarginazioni. Il tema è la ventilata chiusura della Meccanica Valbona srl di Vilminore, di cui voi siete proprietari. A prima vista, per numeri e fatturato, sembra una piccola realtà, ma in effetti – e questo lo dico anche a vostro vantaggio – è un polmone produttivo che è strategico per la Valle di Scalve. Anzi, l'azienda in questione è una delle tre fabbriche rimaste lassù, ai confini del cielo. È questo un caso in cui, nel vissuto quotidiano, l'azienda si identifica con il territorio, lo alimenta, lo sostiene, ma anche ne beneficia. Stiamo parlando di una comunità umana e lavorativa di soli 32 dipendenti, eppure – credetemi – sono 32 famiglie e rappresenta un grande patrimonio per i paesi di quell'area. È per questo che, cortesemente, vi inviterei, prima di chiudere gli impianti, a vedere e a toccare con mano cosa significa la Meccanica Valbona per la gente della Val di Scalve. E ad usare quella prudenza che qui appartiene allo stile di una popolazione. Scoprireste, forse a vostra insaputa, che è un piccolo mondo di straordinaria laboriosità che rende merito sia a voi sia a chi vi lavora, e vi trovereste dinanzi a una straordinaria valle baciata dalla natura che merita di essere vissuta e salvaguardata, sia nei boschi sia nelle ultime fabbriche rimaste, che sono ancora il segno di una memoria fatta di sudore e di fatica. È con questi sentimenti che mi rivolgo a voi, perché abbiate la consapevolezza di scelte che, anche se giustificabili sul piano meramente economico, rischiano di ferire irrimediabilmente una comunità orgogliosa di vivere nella propria terra.
Cordiali saluti

Ettore Ongis

e.roncalli

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