L'esercito dei sindaci a Bruxelles
dice sì al piano per l'ambiente

Da Bruxelles a Roma, da Roma a Milano, da Milano a Bergamo, da Bergamo a Piazzolo. Il Covenant of mayors è un progetto che parte dall'alto ma trova la sua vera forza sul territorio. Nasce in seno alla Commissione europea, passa attraverso il ministero e le Regioni. Nella Bergamasca, poi, la Provincia è in campo garantendo un coordinamento speciale. Ma sono i Comuni il perno di tutto. Comuni anche piccolissimi, come Piazzolo. I Piazzolo d'Europa, che ieri hanno gremito l'emiciclo dell'Europarlamento. E Piazzolo, quello vero, è della partita. Erano in tanti, ieri, dalla Bergamasca. Gli altri sindaci europei in grisaglia e tailleur, loro in grisaglia, tailleur e fascia tricolore. Dall'Italia firmavano in duecento, 110 da Bergamo. E il colpo d'occhio della maxidelegazione orobica nell'arena politica dell'Unione ha guadagnato l'attenzione dei media di tutto il continente. Davanti allo spagnolo José Louis Zapatero, presidente di turno Ue, a José Barroso, presidente della Commissione europea, i primi cittadini hanno siglato il sì al piano che li impegna a programmare entro un anno azioni per ridurre le emissioni di anidride carbonica (imputato numero uno per l'effetto serra) e a potenziare il risparmio energetico sul territorio. Operazione utile all'ambiente ma anche e soprattutto all'economia dei bilanci, visto che si tagliano le bollette. E qui, appunto, Comuni in pole position. «Siamo la delegazione più ampia, oltre la metà degli italiani qui. Ma saremo ancora di più: altri cento Comuni stanno predisponendo le pratiche per aderire al patto, siamo pronti a una nuova invasione per la prossima firma», ha annunciato ieri il presidente della Provincia Ettore Pirovano, anch'egli a Bruxelles, durante una conferenza all'Europarlamento proprio per sviscerare il peso italiano del Covenant. Convocata dal ministero dell'Ambiente, ha visto intervenire anche Antonello Pezzini, bergamasco e membro del Comitato economico e sociale europeo. Dopo che Antonio Lumicisi, coordinatore della campagna «Sustainable energy Europe» per il ministero, ha ribadito la «novità e unicità di un processo che vede l'Ue riferirsi direttamente agli enti locali, primi attori anche nel favorire la consapevolezza nei cittadini di quanto questo processo sia necessario e utile», Pezzini ha sottolineato il potenziale «anche occupazionale di scelte come queste, dove la politica recepisce l'importanza di avviare tali cambiamenti». Un Covenant con tanta Italia, quello di ieri, «ma anche in Italia – ha aggiunto Pezzini – tutti non si muovono alla stessa velocità. La Regione Lombardia è esempio virtuoso, ha da tempo recepito l'importanza del piano, mettendo a disposizione dei Comuni banche dati sulle emissioni che altre Regioni non hanno». Pirovano è stato chiamato a parlare della Bergamasca, che oltre a un record di adesioni conta anche su una discesa in campo diretta di via Tasso, che di sua sponte, attraverso un tavolo tecnico scientifico appena nominato – l'incarico di presidenza è stato pubblicamente affidato a Pezzini proprio in conferenza – garantirà il supporto ai Comuni nella stesura dei piani d'azione pro-risparmio energetico. «Si è trattato di capire chi faceva cosa. Nella Bergamasca la Provincia si pone come fratello maggiore per i Comuni, anche piccolissimi, che magari da soli non avrebbero potuto affrontare un percorso complesso che va dalla mappatura delle emissioni alla pianificazione di progetti». Coordinamento che la Provincia «garantisce gratuitamente». E lì è giunta una stoccata dal presidente: «Metto in guardia da chi, e ho un caso nella Bergamasca, propone il medesimo coordinamento con società parallele magari chiedendo un impegno economico ai Comuni». Per quanto riguarda il tavolo di via Tasso, nato lunedì con delibera di Giunta, l'assessore provinciale all'Ambiente Pietro Romanò ha detto che «il lavoro parte subito. A fine maggio scade il bando della Fondazione Cariplo a sostegno dei Comuni per la mappatura energetica». Dal canto suo anche il Comune di Bergamo, fra i primi ad aderire al Covenant e rappresentato a Bruxelles dall'assessore Massimo Bandera, si muove a grandi passi: «Per gli studi è stata avviata una collaborazione con l'Università, ma nel concreto già diverse azioni sono in corso, come il teleriscaldamento la costruzione di due scuole in classe A. Ma perché i Comuni possano sviluppare questi progetti, sarebbe necessario un ragionamento sul patto di stabilità degli enti locali. Tali interventi praticamente si ripagano da soli, dovrebbero essere esclusi di vincoli di bilancio che stanno strozzando i Comuni». Durante la conferenza a chi chiedeva come l'entusiasmo italiano per il Covenant si rapporti alla previsione che vede l'Italia non rispettare i parametri di Kyoto per il 2012 e alle lacune degli apparati legislativi sul risparmio energetico, Pirovano ha risposto che «qui c'è la dimostrazione di come la sensibilità del territorio stia superando le grandi istituzioni. È la coscienza dei cittadini che si mostra in Comuni, anche piccolissimi, e che, sono pronto a scommetterlo, si sta allargando e si allargherà ancora di più».
 Anna Gandolfi

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