Martedì 01 Giugno 2010

Seriate, ufficio postale nel caos
Code allo sportello, ritardi nel recapito

«Aprire un secondo ufficio postale? Qui non funziona neanche il primo». Si unisce al coro delle proteste per i disservizi alle poste di Seriate il sindaco Silvana Santisi Saita. Ancora molte le segnalazioni di ritardi nel recapito e di code per il ritiro delle raccomandate dei residenti: molti decidono di rivolgersi agli sportelli di Brusaporto, Albano, Pedrengo e della Celadina.

«Il sistema computerizzato nell'ufficio di Seriate è un meccanismo scellerato – protesta in una lettera al giornale il seriatese Marco Villa –: il ritiro delle raccomandate non consegnate a domicilio slitta di alcuni giorni e la consegna della corrispondenza va a singhiozzo».

«Il sistema computerizzato – continua Villa – non tiene conto della priorità acquisita entrando prima di un'altra persona e staccando il numero d'ordine dal dispensatore. Capita di attendere anche quaranta minuti per ritirare una raccomandata».Molti seriatesi, per evitare questo ed altri disservizi, si recano negli uffici postali di Brusaporto, Albano, Pedrengo, Celadina.

«Il Comune – rincara il sindaco – é in piena bagarre con Poste Italiane al quale continuiamo a segnalare i disservizi fra cui quelli indicati dai cittadini: la consegna a rilento della corrispondenza; giornali che arrivano in tarda mattinata se non addirittura nel primo pomeriggio; le code agli sportelli sono ormai croniche ma non per questo tollerabili. Sono delusa da Poste Italiane, non stanno mantenendo le promesse che mi fecero lo scorso mese di novembre quando ci incontrammo con alcune dirigenti dell'azienda. Ora si potrebbe anche non chiedere più un secondo ufficio postale ma che almeno l'unico che c'è funzioni come i cittadini di Seriate si meritano, mi sembra un diritto».

Secondo l'Ufficio stampa di Poste Italiane però «la consegna della corrispondenza a Seriate e anche nella zona indicata dalla segnalazione del cittadino sta funzionando regolarmente. Potrà esserci stato qualche disguido imprevisto, ma non è la regola».

e.roncalli

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