Giovedì 03 Giugno 2010

Il caso: «Il mutuo c'è, anzi no»
Una coppia perde 9 mila euro

Hanno firmato il preliminare per l'acquisto di un trilocale, versando 9.000 euro per poi sentirsi dire che il mutuo non era stato concesso. Morale della favola: una coppia di giovani cinesi ha visto volatilizzarsi, oltre al sogno della casa, pure i soldi che aveva versato, 6.000 euro all'agenzia immobiliare di Azzano San Paolo a cui s'erano rivolti più i 3.000 euro destinati come anticipo al proprietario dell'immobile.

Il trentatreenne cinese, che risiede ad Azzano San Paolo, nel tentativo di riavere il denaro sborsato ha deciso di rivolgersi al Movimento consumatori di Bergamo, che bolla l'operazione come una grave scorrettezza: «Siamo al limite del raggiro - afferma il segretario Enea Guarinoni -; il comportamento di questi operatori immobiliari è professionalmente, eticamente e umanamente inaccettabile».

Tutto comincia a marzo, quando la coppia, interessata a un trilocale ad Azzano San Paolo, si rivolge all'agenzia immobiliare. I due cinesi non hanno i 110 mila euro per l'acquisto. L'agenzia si offre così di metterli in contatto con un consulente esperto di mutui, che lavora per una finanziaria legata all'immobiliare. Il quale, raccolta la documentazione, dopo qualche giorno comunica che la banca ha dato l'ok per il mutuo.

Il 25 marzo viene siglato il preliminare d'acquisto con il versamento dei 9.000 euro, ma dopo qualche tempo arriva la doccia gelata per i due cinesi: l'istituto di credito ha fatto dietrofront, il mutuo non può più essere concesso. E qui circolano due versioni. Per il Movimento consumatori la banca avrebbe frenato perché l'immobile è frutto di una donazione.

«E - spiega Guarinoni -, tutti gli operatori immobiliari e finanziari sanno che molti istituti di credito non concedono finanziamenti ipotecari a fronte di una provenienza da donazione a causa dell'impugnabilità ventennale dell'atto di donazione». A questo andava aggiunto un reddito, quello della coppia cinese, che rendeva problematica l'erogazione del mutuo.

«Aver omesso di informare di ciò il nostro associato - avverte il Movimento consumatori - costituisce una grave responsabilità da parte dell'agenzia e del consulente finanziario. Prima di arrivare alla sottoscrizione della proposta d'acquisto, bisognava attendere la delibera della banca. O, comunque, andava subordinata la validità della stessa alla concessione del mutuo».

Secondo l'agenzia, invece, la banca s'è tirata indietro quando la donna, dopo la firma del preliminare, aveva rivelato di aver perso il lavoro. «In questo caso non c'era più la garanzia per la copertura del mutuo - spiegano dall'immobiliare -. E un istituto di credito ha la facoltà di ritirare il finanziamento fino a pochi minuti prima della firma dell'atto notarile di compravendita».

Quanto ai soldi anticipati dai cinesi, l'agenzia precisa che «i 6.000 euro per le nostre prestazioni andavano versati per legge. Comunque ci stiamo adoperando per risolvere la situazione, anche per quanto riguarda i 3.000 euro versati al proprietario dell'immobile. Immobile che, ripetiamo è vendibile anche se è frutto di una donazione, tanto che continua a essere sul mercato. Noi non siamo qui a rubare soldi a nessuno, ma per risolvere i problemi. Abbiamo cercato di contattare la coppia, ma non siamo riusciti».

Se non si troverà un accordo per la restituzione della somma, paventa il Movimento consumatori, facile che scattino denunce in sede penale e civile.

m.sanfilippo

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