Lunedì 07 Giugno 2010

Stezzano ricorda Papa Giovanni
Statua alla Madonna dei Campi

Il santuario della Madonna dei Campi di Stezzano ha voluto ricordare il Pontefice bergamasco Papa Giovanni XXIII in modo speciale, a pochi giorni dal 47° anniversario della sua morte. Nel giardino, a due passi dalla porta laterale normalmente usata dai fedeli, il volto del Papa accoglie sorridente i fedeli, con la mano tesa avanti e il passo accennato, quasi pronto al saluto.

La nuova statua è un dono che la comunità parrocchiale di Stezzano, l'arcivescovo monsignor Gaetano Bonicelli e l'amministrazione comunale fanno idealmente alla Chiesa di Bergamo. «Qui Papa Giovanni veniva volentieri – ha detto monsignor Bonicelli nell'omelia della Messa pomeridiana – e amava restare da solo nella contemplazione e qui si è trovato a ricaricarsi per affrontare i suoi difficili momenti del ministero». Monsignor Bonicelli, che ha ricordato domenica 6 giugno anche il 35° anniversario della sua ordinazione episcopale, ha sottolineato il valore della solennità del Corpus Domini e ha proseguito la riflessione sull'Eucaristia, accostandola alla vita di Papa Giovanni. Erano gli anni Cinquanta quando a Torino intervenne al Congresso eucaristico nazionale con una relazione su «L'Eucaristia fondamento di solidarietà e di pace sociale» e qualche anno dopo a Lecce parlò de «La santa Eucaristia e la vita sociale». «Dalle sue parole – ha continuato Bonicelli – comprendiamo che l'Eucaristia non è una stranezza da vivere in una bella basilica, ma ci impegna nella vita quotidiana. Fede, fiducia e impegno: questa è l'Eucaristia vissuta da Papa Giovanni». Poi un augurio finale. «Pensando a lui, possiamo trovare lo sprint per fare qualcosa di bello, di utile per la Chiesa, ma anche per la società».

Dopo la Messa, il giardino esterno era affollato. Sul palco monsignor Loris Capovilla, che fu segretario di Angelo Roncalli: «Pensando a voi – ha detto nel suo intervento, rivolgendosi alla statua del Papa – vedo un volto sorridente, le braccia spalancate che si aprono in un abbraccio al mondo intero». Monsignor Capovilla chiama Giovanni XXIII padre e maestro, Papa della comunità, della collegialità e della convivialità, sacerdote servitore di Dio e dell'umanità, uomo della novità. «La sua non è stata una novità nella dottrina – ha continuato – ma nel modo di esporla. Nuova è stata la carica di simpatia con cui avvicinava le persone. Nuova è stata la pagina della storia del Concilio. Con esso i cristiani sono stati chiamati ad un rinnovato coraggio. Papa Giovanni inaugurò una stagione di speranza». Dopo le parole di monsignor Capovilla, la statua è stata benedetta dal vescovo Francesco Beschi. «L'eredità di Papa Giovanni – ha detto nel suo intervento – non va dispersa nemmeno nella sua più piccola briciola, dai suoi primi anni vissuti in famiglia fino a quando è giunto ad assumersi responsabilità sempre più grandi».

fa.tinaglia

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