Domenica 13 Giugno 2010

Indagine sui resti del Merisi
A Ravenna i risultati del Dna

Sarà mercoledì il giorno fatidico in cui si saprà se nell'antico cimitero di San Sebastiano a Porto Ercole, in Toscana, sono stati ritrovati i resti del pittore Michelangelo Merisi detto «Il Caravaggio». È stata convocata infatti per il 16 giugno, alle 11, al Teatro Stabile di Ravenna, una conferenza stampa durante la quale Giorgio Gruppioni, ordinario dell'università di Bologna (sede distaccata di Ravenna), Lucio Calcagnile, ordinario dell'università del Salento e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, riveleranno se le loro ricerche, durate più di otto mesi, hanno ottenuto il risultato sperato non solo da loro ma anche dal mondo della cultura e dell'arte. Tutto fa pensare a una risposta affermativa.

A metà maggio fra gli scheletri ritrovati nell'antico cimitero di San Sebastiano a Porto Ercole, dove il pittore è morto nel 1610, gli studiosi avevano affermato di averne trovato uno, in base ai risultati degli esami svolti, riconducibile al Caravaggio. Dall'esame del carbonio 14 tale scheletro risale al periodo in cui visse il pittore. Dall'esame istologico risulta che apparteneva ad un uomo morto ad una età compresa fra i 37 ed i 45 anni (Michelangelo Merisi è morto a 39 anni).

L'esame dei metalli pesanti ha inoltre rivelato che nelle sue ossa si trovano tracce di piombo e mercurio, metalli contenuti nelle vernici che il Caravaggio utilizzava per dipingere. L'ultima parola spetta però al test del dna i cui risultati verranno svelati proprio mercoledì: se nel dna estratto dallo scheletro indiziato sono stati trovati tratti genetici comuni a quelli del dna prelevato dai più di venti caravaggini di cognome Merisio coinvolti nella ricerca allora il ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi sarà confermato.

Alla conferenza stampa sarà probabilmente presente anche un rappresentante dell'amministrazione comunale di Caravaggio. Il coinvolgimento della cittadina della Bassa è stato significativo non soltanto per le ricerche effettuate sul campo, ma anche per promuovere intese e collaborazioni sul fronte artistico e culturale. Infatti nel caso verrà confermato il loro ritrovamento è già certo che i resti di Michelangelo Merisi faranno ritorno per alcuni giorni nella sua città di origine.

e.roncalli

© riproduzione riservata