Mercoledì 14 Luglio 2010

Molestò la cameriera minorenne
Pensionato condannato a 16 mesi

Avrebbe molestato la dipendente – all'epoca minorenne – del figlio, titolare di un bar del Basso Sebino, palpeggiandola dopo averla convinta a seguirlo all'interno del suo appartamento, situato a una cinquantina di metri dal locale stesso: per questo motivo un sessantanovenne del Basso Sebino è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale.

La sentenza è stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare Bianca Maria Bianchi con rito abbreviato, quello che in caso di condanna concede lo sconto di un terzo sulla pena. Con il dispositivo il giudice, vista l'incensuratezza dell'uomo, gli ha concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Il difensore dell'uomo, avvocato Marco Amorese, sostenendo un ridimensionamento dell'accaduto, aveva chiesto al termine della discussione l'assoluzione del suo assistito.

Il fatto contestato, un singolo episodio, risale alla fine di agosto dello scorso anno. In quell'occasione il sessantanovenne aveva attaccato discorso con la diciassettenne all'epoca impiegata nel bar di proprietà del figlio. Con un banale approccio era riuscito a parlare per un po' con lei, entrando in qualche modo in confidenza con la ragazza. In questo modo, secondo l'accusa, era riuscito a convincerla a seguirlo senza alcun sospetto o timore nel suo appartamento, che dal bar dista una cinquantina di metri, anche facendo conto sul suo ruolo di genitore del datore di lavoro e in un certo senso anche conoscente di famiglia.

Una volta nell'appartamento, però, approfittando dell'assenza della moglie, stando alla contestazione, l'uomo avrebbe afferrato la ragazza per un braccio bloccandola e facendola cadere sul letto. A quel punto avrebbe anche allungato le mani, toccandole il petto. Avrebbe anche cercato di baciarla sul collo.

Pur spaventata, la giovane era riuscita a sottrarsi alla stretta dell'uomo e a scappare via. Raggiunta la madre, ancora sconvolta, le aveva raccontato l'accaduto e insieme avevano raggiunto i carabinieri, sporgendo subito denuncia. L'uomo era stato così indagato a piede libero per violenza sessuale su minore, anche se nella formula più lieve del reato. Successivamente gli inquirenti avevano sentito formalmente anche la ragazza, che aveva confermato quanto accaduto, e le indagini erano state quindi chiuse. A quel punto il sessantanovenne ha chiesto di affrontare il giudizio abbreviato (quindi allo stato degli atti) in udienza preliminare. Ieri la sentenza di primo grado nei suoi confronti.

T. T.

a.ceresoli

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