Giovedì 29 Luglio 2010

Il divieto di fumo sul lavoro?
Fa bene e riduce l'assenteismo

Vietare il fumo sul posto di lavoro migliora la salute dei lavoratori e riduce l`assenteismo per malattia, perchè diminuiscono i problemi respiratori legati al fumo. Non solo. Il divieto assoluto di fumare in azienda contribuisce anche a ridurre il numero di fumatori passivi. Sono i risultati dello studio «The effect of comprehensive smoking bans in European workplaces», condotto dagli economisti Claudio Lucifora, dell'Università Cattolica e research fellow dell'Institute for the study of labor (Iza), e Federica Origo, dell'Università di Bergamo, che hanno analizzato gli effetti sulla salute nei luoghi di lavoro delle leggi che vietano il fumo in tutti i luoghi pubblici.

L'esposizione al fumo passivo è un fenomeno drammatico se si pensa che in alcuni Paesi - Spagna, Portogallo e Grecia - interessa oltre un quarto dei lavoratori e che sono oltre 7.000 le persone che ogni anno muoiono di fumo passivo nei luoghi di lavoro nell`Europa a 25, circa il 9% dei 79mila adulti deceduti per l`esposizione al fumo in altri ambienti.

I due studiosi hanno messo a confronto i Paesi europei che tra il 2000 e il 2005 hanno introdotto il divieto assoluto di fumare con tutti quelli dell`Unione Europea che non si sono ancora mobilitati su questo fronte. Il risultato è che il divieto di fumo nei luoghi di lavoro sta dando risultati positivi: dai dati dell`indagine Eurobarometro risulta come la percentuale degli heavy smoker, ossia quelli che fumano in media 20 sigarette al giorno, si sia ridotta. Per esempio in Irlanda è passata dal 39% del 2002 (prima dell`entrata in vigore della legge), al 37% del 2006, mentre in Italia nello stesso periodo è scesa dal 27% al 19%. In Svezia è rimasta invariata (11%). Se si guarda, poi, ai regular smoker, ossia quelli che fumano regolarmente ogni giorno, la percentuale in Irlanda è passata dal 91% del 2002 all`88% del 2006, e in Italia dal 90 al 77%. In Paesi, invece, che non hanno introdotto restrizioni questa percentuale è addirittura aumentata: in Spagna, tanto per citarne uno, ha toccato nel 2006 il 91% contro l`89% del 2002.

Passando ad analizzare nello specifico gli ambienti di lavoro, emerge che la legge ha portato dei benefici alla salute, benefici che i ricercatori attribuiscono direttamente alla sua introduzione. Infatti, sostengono che c'è stata una diminuzione dell'1,5% dei problemi di respirazione dovuti all'esposizione al fumo. Anche l`assenteismo per malattia, in particolare quello causato dai tradizionali malanni invernali, si è ridotto: in media è calato del 2-3%, e fino al 4% nel nostro Paese. Un effetto inatteso della legge tuttavia, secondo gli studiosi, è che il divieto di fumo nei luoghi di lavoro fa salire la probabilità (+5%) che i fumatori siano maggiormente irritabili o possano soffrire di stress sul luogo di lavoro. Un rischio che forse vale la pena correre.

a.ceresoli

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