Giovedì 07 Ottobre 2010

Le famiglie dei pazienti psichici:
«Non si logorano solo i malati»

Raccontare cosa sia la malattia psichica è difficile, soprattutto per chi vive questa drammatica esperienza all'interno della propria famiglia. In provincia sono presenti diverse associazioni che hanno tra le proprie finalità il sostegno ai parenti e la sensibilizzazione verso il tema della malattia mentale.

«Ogni malato rappresenta un caso a sé e ogni famiglia ha una storia unica da raccontare – dice Gian Renzo Carminati, vicepresidente dell'associazione “La speranza” di Vertova – la situazione attuale è critica. Le famiglie sono molto preoccupate. Molti sono al limite della possibilità di resistenza». «Le istituzioni non si occupano adeguatamente di questi malati» denuncia Maria Fantini, presidente de «La speranza» e di «Aiutiamoli-Associazione per la salute mentale» dell'Azienda ospedaliera di Treviglio.

«Come spiegare il girone infernale in cui cadono le persone che si ammalano e che talvolta non vengono correttamente diagnosticate e quindi rovinate dai farmaci? Purtroppo le istituzioni non considerano i malati come persone. Viviamo sulla nostra pelle l'incapacità del sistema» aggiunge Gino Postini dell'associazione «Liberamente» di Lovere. Tra i problemi che mette in evidenza Marco Caselli di «Orizzonti» di Nembro «anche la mancanza di inserimenti lavorativi adeguati».

C'è poi il problema del ritorno a casa. «Se ce li manderanno a casa sarà un dramma. Le famiglie non sono in grado di reggere questo peso: occorre agire subito». La voce delle associazioni dei familiari di persone affette da malattie mentali si è levata per un chiaro appello nel convegno promosso a Vertova. Al centro del confronto con esponenti politici c'erano le disposizioni restrittive emanate dalla Regione Lombardia (delibera della Giunta regionale 41/22 del 2007) sull'assistenza ai disabili psichiatrici. La delibera regionale che prevede, una volta esauriti i periodi di riabilitazione (18, 24 o 36 mesi) nelle strutture deputate, che i malati psichiatrici vengano restituiti alle famiglie che non sempre, per ragioni economiche e pratiche-gestionali, sono in condizioni per accudirli, assisterli e curarli.

Per tentare di capire cosa significhi «gestire» la malattia psichica L'Eco di Bergamo in edicola giovedì 7 settembre racconta alcune storie dei malati
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a.ceresoli

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