Sabato 16 Ottobre 2010

Tenta di abusare di una 15enne
Arrestato grazie al tatuaggio

La vicenda risale a giugno, ma il caso è stato chiuso nella mattinata di martedì 12 ottobre durante un blitz dei carabinieri nella campagna tra Valbrembo e Brembate Sopra. A tradire il malvivente l'identikit realizzato dai militari e in particolare la scritta «Italia» tatuata sulla spalla destra. I carabinieri del Comando provinciale di Bergamo e della Compagnia di Zogno hanno arrestato un tunisino ventiduenne clandestino, già pregiudicato per reati legati al mondo della droga, per violenza sessuale tentata e consumata e rapina aggravata nei confronti di una quindicenne bergamasca.

Il fatto è avvenuto a giugno quando la ragazzina residente nella Bassa Isola ha accettato un passaggio sul motorino del 22enne. Non ha però capito che le intenzioni del tunisino erano di tutt'altra natura: il ragazzo si è infatti diretto in un luogo appartato tentando di abusare della giovane. Il tunisino l'avrebbe baciata e palpeggiata: la ragazza sarebbe poi riuscita a sfuggire dal giovane che gli ha però rubato la borsa contenente il cellulare.

Senza telefono e in una zona lontana da un centro abitato la 15enne è tornata a casa a piedi sotto choc: qui ha trovato la forza di raccontare l'accaduto alla madre. Avvisati i carabinieri, i militari si sono messi alla ricerca del tunisino: la minorenne ha fornito alle forze dell'ordine la descrizione del motorino e del 22enne che, il caso vuole, era stato fermato e fotosegnalato perchè senza documenti proprio nella mattinata della tentata violenza.

Dopo alcuni mesi di ricerche andate vane, il tunisino è stato individuato nella giornata di martedì 12 ottobre insieme ad altri due stranieri in una baracca nella campagna tra Valbrembo e Brembate Sopra. , ricerche difficili date le poche informazioni a disposizione. A tradire il malvivente anche la scritta «Italia» tatuata sulla spalla destra che i militari avevano notato durante il fotosegnalamento. Il tunisino è stato prima arrestato per la violazione della Bossi-Fini e processato. Successivamente  è stato sottoposto a fermo da parte del pm Carmen Pugliese per violenza sessuale tentata e consumata e rapina aggravata. Trasferito nel carcere di Bergamo, è stato interrogato dal gip Patrizia Ingrascì e si è avvalso della facoltà di non rispondere: il fermo è stato quindi convalidato e la custodia in carcere confermata.

fa.tinaglia

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