Lunedì 29 Novembre 2010

Angosciati i compagni di classe
«La vogliamo riabbracciare»

«Cosa vorresti dire a Yara se potesse ascoltarti?». Gli occhi si fanno lucidi e Anna - la sua migliore amica nella 3ª C dell'Istituto delle Suore Orsoline di Somasca di Via Broseta, a Bergamo - non ce la fa più e scoppia a piangere: «Ho voglia di riabbracciarla, di dirle che le voglio bene, che le vogliamo tutti bene e che ci manca molto».

Sono tristi e preoccupati i compagni di classe Yara, e ai microfoni delle televisioni che lunedì mattina hanno preso d'assalto la loro scuola la ricordano come una ragazzina tranquilla e serena. «Il giorno prima della sua scomparsa - ricorda una di loro - aveva preso la pagellina, una pagellina piena di bei voti, e lei era felice e tranquilla. Le piaceva disegnare e questo - dice ancora mostrando un bellissimo disegno che ritrae Hello Kitty - lo aveva fatto per me qualche giorno fa».

Secondo le sue compagne di classe, Yara è una «ragazza semplice, senza grilli per la testa, e certamente non si è allontanata da sola, ma è stata portata via con la forza. Alle 7 di sera Yara non aveva nessun motivo per seguire qualcuno di sua spontanea volontà o per scappare di casa».

«È una ragazza semplice, serena e tranquilla , assolutamente normale - raccontano ancora le compagne di classe di Yara - e che non nascondeva alcun tipo di nervosismo. Era sempre solare, sorridente con tutti».

La sua grande passione era la ginnastica artistica : «Yara - dicono ancora le amiche - ha una gran voglia di vivere  e una passione smisurata per la ginnastica artistica, una sport nel quale si è sempre impegnata con molta carica e molta grinta proprio perchè vuole diventare bravissima».

Angosciata anche la direttrice della scuola, Suor Carla: «Se potessi sentirmi - dice - le direi di tirar fuori le unghie, di tirar fuori tutta quella grinta e quella passione per la vita che l'ha sempre contraddistinta. È una ragazza che ha carattere e sono convinta che questo le servirà anche in questo delicatissimo momento».

Suor Carla ha parlato anche con il papà di Yara: «Sono una famiglia molto unita - dice - e sono tutti molto forti, anche se qualche segnale di cedimento c'è. Il papà, come anche il resto della famiglia, è molto provato da questa situazione e ieri mi ha chiesto di pregare per sua figlia».

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a.ceresoli

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