Martedì 07 Dicembre 2010

Don Corinno: «Yara prima di tutto
I genitori ci danno forza»

«Yara prima di tutto». A dirlo con assoluta fermezza don Corinno Scotti, parroco di Brembate Sopra. Delle indagini lui non sa, ma conosce bene la sua comunità che definisce «bellissima, piena di dignità». E lui sa anche come sta la famiglia di Yara Gambirasio, mamma Maura, papà Fulvio e i tre fratelli: «Non parlano di Yara, per non mettere a disagio chi li va a trovare - racconta -. Sono loro a darci la forza. Quando Fulvio, il papà, mi vede piangere dice: non farlo, sei tu che devi aiutare noi. La dignità di questi genitori è esempio per tutti. La loro preoccupazione, oltre che per Yara, è che gli altri tre figli non ne risentano. Keba, la più grande, domenica è andata a fare la gara di ginnastica. Mamma Maura ogni giorno porta i thermos di caffè ai vigili di guardia alla loro strada, li ringrazia. Dicono: Brembate è un paese meraviglioso».

Don Corinno commenta anche i cartelli razzisti di questi giorni: «Brembate non è così. Il bene e male ci sono dappertutto. Ma Brembate non è razzista. Chi estremizza non incarna il pensiero di tutti. Ci sono la paura, il timore, è chiaro. Ma l'estremismo è altra cosa. E poi le dico: se estremizzano non lo vengono a dire a me. Sanno come la penso».

Don Corinno continua a raccontare del suo paese: «Alla veglia di sabato sera ho visto la mia comunità. Bella, bellissima. Ho detto che se le lacrime delle mamme fossero di sangue, il Brembo sarebbe rosso. Per carità, io ho gridato contro l'assassino, gli assassini. Ho sempre insegnato, ma non ho mai saputo cosa fossero i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Ora purtroppo lo capisco». C'è rabbia? «Che ci sia reazione di arrabbiatura è molto, molto comprensibile - spiega -. Però non è l'aspetto che prevale. Preghiamo tanto. In chiesa c'è sempre gente, arrivano tutto il giorno».

fa.tinaglia

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