Sabato 11 Dicembre 2010

Treviolo, «sì» alle telecamere
Ma devono rispettare la privacy

Le telecamere di videosorveglianza dei luoghi pubblici necessitano di una regolamentazione. A Treviolo, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un codice per il loro utilizzo. Gianfranco Favero – esperto in Information Security e Privacy – ne ha parlato in consiglio. «La maggior parte delle persone – ha spiegato – non ha idea di quanto delicata sia la gestione di un servizio come quello di videosorveglianza».

Non tutti sanno che è proibita qualsiasi interferenza di questi strumenti nella vita privata dei cittadini. Per questo motivo le telecamere istallate nei pressi delle abitazioni non possono per nessuna ragione inquadrare gli interni: finestre, verande, balconcini vengono preventivamente esclusi dal cono visivo degli apparecchi. Anche i luoghi pubblici sono soggetti a limitazioni.

Le strade provinciali, anche se attraversano il territorio del Comune, non possono essere filmate con apparecchi gestiti dalle singole amministrazioni locali. Inoltre, salvo l'utilizzo per la prevenzione e l'accertamento di reati, l'istallazione delle telecamere deve sempre essere segnalata con il posizionamento di cartelli ben visibili; per questo le telecamere mobili – impiegate in zone sempre diverse e sulla base delle segnalazioni di reato – possono registrare immagini senza informare la cittadinanza della loro presenza, ma, in questi casi, l'impiego delle immagini deve essere limitato a questi stessi reati (per capirci: nessuna multa per divieto di sosta se a riprendervi è una telecamera non segnalata).

Tra i divieti, infine, anche quello di riprendere la gente durante l'attività lavorativa, mentre si potrà ricorrere alla videosorveglianza per sanzionare l'abbandono dei rifiuti. L'installazione degli apparecchi, salvo casi di emergenza, dovrà essere approvata dal Sindaco che dice: «Le telecamere costituiscono comunque un ottimo deterrente».

e.roncalli

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