Lunedì 13 Dicembre 2010

Un freno al gioco con le «slot»
Ponte San Pietro limita di orari

Sul fronte della dipendenza dal gioco, qualcosa si muove. Soprattutto il diffondersi, impressionante, delle slot machine comincia a destare preoccupazione. Sono tante le famiglie che chiedono aiuto per arginare questo fenomeno, e i sindaci cercano nelle maglie della legge il modo di far prevalere sugli interessi economici – anche dello Stato - preoccupazioni di «salute pubblica» sulle quali chi guida un centro di piccole-medie dimensioni è particolarmente sensibile. In Bergamasca il primo sindaco a sollevarsi pubblicamente contro una diffusione incontrollata delle slot è stato quello di Gromo, Luigi Santus: «Stiamo studiando – ha dichiarato qualche settimana fa - un'ordinanza che possa vietarne l'uso sul territorio comunale». Ma in sordina, alla fine dell'estate, si era già mosso il sindaco di Ponte San Pietro, restringendo un po' gli orari del gioco. Giuliana Reduzzi esprime la sua «preoccupazione» per quest'abitudine «che purtroppo sta diventando sempre più diffusa. Temo soprattutto per i ragazzi, anche se sappiamo che il fenomeno coinvolge tanti capifamiglia».

Non è stato facile muoversi all'interno della normativa vigente, ma - dice il sindaco di Ponte - «abbiamo agito sempre nel rispetto della legge, secondo un criterio di salvaguardia: cercando di limitare questo tipo di rischi che oggi, purtroppo, sono a portata di mano di tutti. Le richieste di aiuto che riceviamo sono tante, è un settore che andava regolamentato». Il comandante della Polizia locale, Giuliano Vitali, spiega che a Ponte è stato varato un duplice regolamento che disciplina sia le sale giochi che gli esercizi commerciali che ospitano le slot. Hanno cercato di salvaguardare, in particolare, il centro storico, di evitare una «proliferazione senza freni» delle sale gioco che rischiavano di assediarlo. Sono stati posti dei vincoli di distanza dalle scuole, dai luoghi di culto, altri a difesa di zone di residenza: «Molti cittadini li hanno apprezzati» dice Vitali. «L'accanimento al gioco, e i conseguenti litigi familiari, anche nei luoghi pubblici, sono purtroppo ormai all'ordine del giorno e ci costringono spesso a intervenire. Gli esercenti sono meno felici del regolamento, naturalmente, ma anche loro hanno capito che il fatto che ci siano regole uguali è meglio per tutti». Ora a Ponte San Pietro si può giocare solo dalle 9 alle 24.

e.roncalli

© riproduzione riservata