Martedì 21 Dicembre 2010

Yara, il presidente della Polisportiva:
andiamo avanti con la morte nel cuore

Dino Bellini è il presidente della polisportiva di Brembate Sopra, l'ente che gestisce il centro di via Locatelli dove Yara è stata vista per l'ultima volta il 26 novembre scorso. Al centro quest'anno hanno preferito non far installare le luminarie per il Natale, anche se Maura Panarese, la mamma della tredicenne, ha chiesto che tutto continuasse come sempre, soprattutto le lezioni, che infatti non si sono mai interrotte.

Presidente Bellini, come si lavora qui al centro, a 25 giorni dalla scomparsa di Yara?
«Lavoriamo con la morte nel cuore: il pensiero è sempre rivolto a Yara. Nonostante tutto, però, la gente continua a frequentare la struttura, perché ha capito la situazione. Siamo rimasti colpiti sin dal primo giorno. Va tenuto conto che abbiamo 1.500 iscritti nelle attività agonistiche, per i 12 sport che vengono praticati in questa nostra struttura. Alcuni sport sono presenti in tanti altri paesi della zona, mentre in particolare tre, ovvero l'atletica leggera, il rugby e la ginnastica ritmica, non tutti i paesi li hanno. Ecco perché riceviamo gente che arriva da Calusco, da Capriate o addirittura da Paderno d'Adda per praticare, per esempio, l'atletica. C'è poi l'attività amatoriale, che interessa soprattutto la piscina, con quasi 15 mila tesserati, di cui 2.000-2.500 frequentatori fissi. E poi, oltre a questi impianti, come Polisportiva gestiamo anche la Torre del Sole».

Yara la conosce?
«Sì, perché io sono anche il presidente della sezione ritmica. La ricordo l'ultima volta un anno fa alla premiazione del campionato italiano in occasione del saggio. Poi durante il resto dell'anno non l'ho vista, perché ho tre magnifiche insegnanti che seguono direttamente i corsi e la schiera di ragazzine, dunque sono loro che portano avanti l'attività. La mamma di Yara, essendo la segretaria della sezione ritmica della polisportiva, segue la parte burocratica: tesseramenti, trasferte e gare. Tra l'altro entro la fine dell'anno dovremo fare i tesseramenti per l'anno prossimo, dunque dovrei andare là a casa a disturbarla».

Non avete pensato di fare un appello per Yara?
«Su questo fronte abbiamo voluto essere molto rispettosi di quanto deciso dalla famiglia. Chi meglio di loro potrebbe infatti fare un appello? Noi abbiamo la speranza che Yara ritorni e che sia ancora viva. Ma un appello va fatto a chi? Non sappiamo cosa sia successo. Diventerebbe soltanto una curiosità televisiva. Tanti giornalisti televisivi mi hanno chiesto, per esempio, anche i filmini della ragazza, benché in foto si veda molto meglio. Dovrei essere io a fornirli, quando i genitori non vogliono? Non mi sembra il caso. E idem per l'appello».

Leggi l'intervista di Fabio Conti a Dino Bellini su L'Eco in edicola martedì 21 dicembre

a.ceresoli

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