Mercoledì 22 Dicembre 2010

Tentò di strangolare la fidanzata
condannato a sette anni

Sette anni di carcere: è la condanna inflitta mercoledì 22 dicembre dal Tribunale di Bergamo a Luis Alberto Villaroel Sardon, il venticinquenne boliviano che il 1° marzo scorso aveva cercato di strangolare l'ex fidanzata.

La vittima, Sara Taiocchi, 20 anni, era stata aggredita nella sua abitazione di Bergamo, in via Tolstoj. Al giovane immigrato, incensurato, durante l'udienza preliminare sono state riconosciute le attenuanti generiche, ma è rimasta l'accusa principale, quella di tentato omicidio. Grazie al rito abbreviato è arrivato uno sconto di un terzo della pena.

Villaroel aveva concordato con la pubblica accusa un patteggiamento della pena a cinque anni di reclusione per tentato omicidio, ma il giudice per le indagini preliminari Bianca Maria Bianchi aveva respinto la richiesta, sottolineando la gravità del fatto in contestazione.

Il 1° marzo scorso il venticinquenne si era presentato dalla ragazza, perché la sera prima l'aveva vista uscire in compagnia delle amiche. Sospettando
una relazione nascosta, era arrivato in preda alla gelosia. Durante la discussione, l'aveva afferrata cercando di strangolarla con la cintura: il padre di lei aveva cercato di fermarlo ma era stato chiuso fuori dalla stanza e aveva dato perciò l'allarme ai carabinieri.

I militari erano arrivati, avevano sfondato la porta e bloccato il sudamericano. Sara Taiocchi era stata portata in ospedale, in condizioni gravissime. In carcere, interrogato dal pm Franco Bettini, il venticinquenne aveva detto: «È stato un momento di follia. Il giorno prima avevamo litigato, una lite normale, come capita fra fidanzati. Sospettavo che avesse un'altra relazione e quel giorno lei mi ha confermato che aveva un altro uomo. Ho perso la testa, anche se non ricordo nulla».

Il 25enne aveva poi chiesto scusa alla ragazza e alla sua famiglia.         


Alberto Villaroel Sardos, il venticinquenne boliviano che il 1° marzo scorso
aveva cercato di strangolare l'ex fidanzata, Sara Taiocchi, 20 anni. La
ragazza è ancora ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale Bolognini
di Seriate, ma negli ultimi giorni ha mostrato qualche segno di ripresa.

Ieri pomeriggio, assistito dal suo legale, l'avvocato Enrico Pollini, il
sudamericano è stato interrogato nel carcere di via Gleno dove, dopo un
iniziale periodo trascorso agli arresti nel reparto di psichiatria dei
Riuniti, è detenuto con l'accusa di tentato omicidio. Il pm Franco Bettini
lo ha sentito per un'ora e mezzo, dopo che il 4 marzo durante la convalida
Sardos, ancora in stato confusionale, s'era avvalso della facoltà di non
rispondere.
In manette il giovane c'era finito dopo aver tentato di strangolare
Sara Taiocchi in preda a una crisi di gelosia. Sardos sospettava che la
ragazza avesse un'altra relazione: la sera precedente all'episodio l'aveva
vista uscire di nascosto con le amiche. Così, il giorno successivo s'era
presentato a casa della giovane in via Tolstoj, zona Celadina, per chiedere
chiarimenti. Sara era da sola nell'abitazione, Sardos aveva all'improvviso
perso la testa immobilizzandola e tentando di strangolarla con una cintura.
A salvare la ventenne era stato l'arrivo del padre. La figlia e il boliviano
erano a terra nella camera da letto dei genitori. Dopo un comprensibile
attimo di smarrimento, l'uomo aveva cercato di bloccare Sardos. Che però
era riuscito a divincolarsi, a spingere il padre di Sara fuori dalla camera
e a chiudere a chiave. Poi aveva continuato la sua opera, stringendo la
cintura attorno al collo della ragazza ormai esanime. Il genitore aveva
chiamato i carabinieri che erano arrivati in pochi minuti, sfondando la
porta e bloccando il venticinquenne. Lei era stata portata in ospedale
in condizioni gravissime, lui era finto in Psichiatria in stato confusionale.

Ieri Sardos ha negato di aver mai premeditato il gesto. «È stato un momento
di follia ? ha raccontato il giovane ?. Il giorno prima avevamo litigato,
una lite normale, come capita fra fidanzati. Sospettavo che avesse un'altra
relazione e, quando quel giorno le ho chiesto chiarimenti, lei mi ha confermato
che aveva un altro uomo. A quel punto ho perso la testa. Ma di quello che
ho fatto non mi ricordo nulla».
Sardos lo ha raccontato in lacrime, roso
dal rimorso per quello che ha combinato. «Spero che Sara si riprenda presto:
voglio chiedere scusa a lei e alla sua famiglia».                     

r.clemente

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