Yara, l'appello della famiglia:
chiediamo il silenzio stampa

Nel corso di una conferenza stampa tenuta sabato 15 gennaio a Brembate Sopra, il sindaco Diego Locatelli ha letto un appello della famiglia Gambirasio che chiede il silenzio stampa per consentire agli inquirenti di continuare a lavorare sul caso con maggior tranquillità e serenità.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta sabato 15 gennaio a Brembate Sopra, il sindaco Diego Locatelli ha letto un appello della famiglia Gambirasio che chiede il silenzio stampa per consentire agli inquirenti di continuare a lavorare sul caso con maggior tranquillità e serenità.

Ecco il testo del comunicato: «Chi legge è autorizzato da parte della famiglia Gambirasio, sig. Fulvio e sig.ra Maura, a divulgare questo comunicato. Oggi 15 gennaio alle ore 15 la famiglia Gambirasio, vista la situazione venutasi a creare, i comunicati non corrispondenti alla verità e il coinvolgimento di persone che nulla hanno a che vedere con il grave fatto accaduto, chiede l'assoluto silenzio stampa per dar modo agli inquirenti e alle forze dell'ordine di svolgere l'attività investigativa con maggior serenità e tranquillità. Questo comunicato è autorizzato dalla famiglia Gambirasio e dà mandato al sottoscritto sindaco di Brembate Sopra Diego Locatelli a consegnarvi copia del comunicato».

Non è stato il solo comunicato letto. Ce n'è stato anche uno del Comune di Brembate Sopra in cui, a seguito del comunicato inerente il silenzio stampa chiesto dalla famiglia Gambirasio, invita gli organi d'informazione ad abbandonare il suolo pubblico occupato e a cessare le attività finora svolte sul territorio di Bremba Sopra. Il sindaco, certo della professionalità dei giornalisti, confida nella comprensione della suddetta richiesta.

E c'è stato infine un terzo comunicato, dei dipendenti della ditta Lopav-Pima di Ponte San Pietro, che - dopo una riunione per valutare i fatti apparsi nei vari programmi televisivi e nei vari telegiornali di questi ultimi giorni - desiderano puntualizzare quanto segue.
1 «Sono in corso attività e indagini giuridiche nei confronti dell'amministratore delegato della società Lopav-Pima (attualmente detenuto nel carcere di Bergamo). In attesa di verificare i fatti e la sussistenza di eventuali reati, la società è gestita da un commissario straordinario nominato dal tribunale».
2 «I dipendenti che lavorano per la società Lopav-Pima sono 110 con un indotto di 250 persone».
3 «Siamo stati dipinti come mafiosi, corrotti e non onesti, in realtà siamo padri di famiglia, lavoriamo per guadagnare il nostro pane onestamente, per le nostre mogli, i nostri figli e continuiamo a farlo con la dignità insegnataci dai nostri genitori. Il sistema mediatico sta creando un mostro inesistente allo stato dei fatti».
4 «Chiediamo il diritto e il rispetto di lavorare con tranquillità senza dover essere additati da chiunque ci avvisti con i nostri mezzi. Voi fate il nostro lavoro, con dignità e professionalità, noi vorremmo fare altrettanto. Concedeteci questo sfogo, perché ogni volta che torniamo a casa la domanda dei nostri figli è: "ma è vero papà che sei mafioso?". Diteci voi cosa possiamo rispondere».
5«Vi ringraziamo, ma è doveroso tutelare il nostro lavoro, i nostri figli e le nostre famiglie».

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