Giovedì 03 Febbraio 2011

Simone Moro è il re d'inverno
Scalato il Gasherbrum II: 8.035

Dicono che sia sempre la montagna ad avere l'ultima parola. Quel sì o quel no che rispettivamente apre o sbarra la strada agli alpinisti intenzionati a raggiungerne la vetta. Mercoledì 2 febbraio il GII, il Gasherbrum II, nella catena del Karakorum, dopo 16 rifiuti consecutivi (tante erano state finora le spedizioni fallite sugli ottomila pakistani in inverno) ha spalancato la sua porta di roccia e ghiaccio concedendo ai tre alpinisti che si sono avventurati sulle impegnative pareti del versante sud, una finestra di bel tempo stretta, ma sufficiente a raggiungerne la cima.

Alle 11,28, ora pakistana (le 7,28 del mattino di mercoledì 2 febbraio in Italia) Simone Moro, assieme al kazako Denis Urubko e all'americano Cory Richards ha infatti calcato gli 8.035 metri del gigante pakistano, conquistando per la prima volta in inverno un ottomila della stessa catena.

Un risultato storico che per l'alpinista bergamasco significa anche uno splendido tris di prime nella stagione più fredda dopo lo Shisha Pangma nel 2005 e il Makalu nel 2009 ancora una volta assieme a Urubko. Solo i polacchi Kukucza e Wielicki erano riusciti a fare altrettanto, senza però mai aprire un varco in quella fortezza inespugnabile che è sempre stata il Karakorum in inverno.

Dall'arrivo al campo base a ieri il team non ha sbagliato nulla. Preparazione, acclimatamento, allestimento dei campi e, infine, la scelta di tentare, dopo soli 22 giorni, la cima nella prima – e forse anche unica – finestra a sua disposizione. Partenza da quota 5.100 domenica, tappa a campo 1 (6.500 metri) la sera stessa, altri 400 metri di dislivello il giorno seguente e martedì notte l'ultimo balzo di 1.100 metri in stile alpino e senza ossigeno.

Il commento di Simone Moro: «Che emozione, il primo pensiero è stato per mio padre». Ascolta il collegamento con Simone Moro

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m.sanfilippo

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