Lunedì 28 Febbraio 2011

Yara, al setaccio gli accessi al campo
Polemiche su chi cercò nella zona

La polizia sta tracciando una mappa di tutte le strade percorribili in auto che portano al campo in cui è stato ritrovato il cadavere di Yara Gambirasio.
Nella mattinata di lunedì a Chignolo d'Isola i giornalisti e i curiosi che si trovavano sul posto hanno notato un'auto in borghese con a bordo tre uomini, che hanno fatto allontanare tutti dal luogo del ritrovamento per circa un quarto d'ora. Quella stessa auto ha poi iniziato a percorrere molte vie laterali tra il territorio di Chignolo d'Isola e Madone, a non più di dieci chilometri da Brembate di Sopra.
Uno dei poliziotti in borghese, molto probabilmente del Servizio centrale operativo di polizia, utilizzava una telecamera.

L'obiettivo della polizia è avere un quadro completo di tutti i punti d'accesso al luogo del ritrovamento, per poi eventualmente verificare quali telecamere, pubbliche o private, possono aver ripreso spostamenti sospetti. Gli inquirenti sono infatti convinti che l'assassino, o gli assassini di Yara, sono arrivati sul posto in auto, o con un furgone, per poi scaricare il corpo straziato della povera ragazzina, o forse per ucciderla lì, sul posto.

La strada per arrivare a quel campo incolto non è solo una. C'è la carreggiata asfaltata della zona industriale di Chignolo d'Isola, via Bedeschi. Poco oltre via Bedeschi, in direzione Ovest, ci sono almeno due stradine sterrate, in mezzo ai campi agricoli e adiacenti un paio di aziende, che permettono poi di raggiungere il campo dove la ragazza è stata ritrovata.

Ma la stessa via Bedeschi è divisa in due parti: la porzione che attraversa la zona industriale, dove si sono concentrati gli inquirenti e i giornalisti negli ultimi giorni, e l'altra parte di via Bedeschi che è sul lato opposto del campo in cui è stato trovato il corpo di Yara e raggiunge il centro abitato di Chignolo d'Isola. Anche da lì, tramite una stradina sterrata, si può arrivare in auto al luogo del ritrovamento. Anche questi dettagli e i molteplici punti d'accesso a quel campo, teatro dell'ultimo dramma, non rendono la vita facile agli inquirenti.

Intanto proseguono le polemiche su come siano state effettuate le ricerche nel campo in cui il cadavere di Yara è stato ritrovato. Qui le ricerche sono state compiute, ma secondo alcune indiscrezioni non in modo particolarmente approfondito. Il particolare emerge dagli accertamenti in corso da parte degli inquirenti che devono capire esattamente chi abbia condotto le ricerche nell'area incolta dove sono stati trovati i resti, in quale data e con quale metodologia. «Non si tratta di gettare la croce su nessuno, sia ben chiaro», dice un investigatore. Ma il particolare è fondamentale per capire se Yara possa essere stata abbandonata lì da tempo o più di recente. Secondo le risultanze emerse, le ricerche in quel campo furono condotte il 12 dicembre scorso. A condurre le ricerche è stato un gruppo di circa 15 persone che in quella giornata si occupò delle zone di Bonate Sopra (l'area del tiro al piattello), Terno D'Isola (le aree adiacenti il cimitero) e Chignolo D'Isola (la zona di via Bedeschi - quella in cui è stato trovato il cadavere). Il gruppo delle ricerche, che comprendeva dieci volontari della Protezione Civile, due carabinieri e almeno un'unità cinofila, si sarebbe diviso in due diverse direzioni: una che portava verso un'area di alberi ad alto fusto, alle spalle del campo dove sono stati trovati i resti, e una verso un torrente che scorre parallelo allo sterrato.

Anche alcuni lavoratori della vicina ditta Rosa & C. avevano partecipato a una ulteriore ricerca spontanea in quel campo e prima del 12 dicembre: in quella occasione si sarebbero però recati a cercare nell'area che dai capannoni industriali della fabbrica degrada verso il torrente adiacente. Un'area, quindi, a lato del campo. Non è escluso, poi, che qualche operaio abbia deciso di proseguire fino alla zona in cui sono stati trovati i resti ma il grosso delle ricerche è stato effettuato in un altro posto.

a.ceresoli

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