Lunedì 28 Febbraio 2011

La Russa: «La Protezione civile
è stata davvero ineccepibile»

«Il ruolo delle centinaia di uomini della Protezione civile che per mesi, indefessamente, in ogni condizione climatica, hanno cercato Yara è stato ineccepibile e non può in alcun modo essere messo in discussione. Il dolore e lo sgomento dei famigliari per il ritrovamento del corpo senza vita della piccola Yara è lo stesso dolore che oggi provano tutti coloro che hanno setacciato strade, campi, sterrati, boschi e fiumi alla ricerca di un seppur minimo indizio, che potesse ridarci la speranza di ritrovare Yara in vita».

L'assessore regionale alla Protezione Civile, Polizia locale e Sicurezza Romano La Russa, nell'esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Gambirasio, mette così a tacere ogni voce circa lo scarso impegno della Protezione civile nelle ricerche di Yara. «In questi mesi - continua La Russa - notte e giorno, 24 ore su 24, volontari e tecnici non si sono risparmiati e hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile per accendere una fiammella di speranza nei cuori dei genitori e di tutti gli Italiani. Che nessuno osi mettere in dubbio il lavoro svolto, volontariamente, da centinaia di uomini che con grande spirito di sacrificio, con abnegazione, mettendo spesso da parte gli affetti familiari, si sono prodigati fino all'inverosimile. L'instancabile impegno sotto la pioggia, la neve, con temperature sotto lo zero ed in zone spesso impervie non può essere sottovalutato da alcuno o, peggio, denigrato, pur ricordando che l'uomo e le sue azioni sono sempre perfettibili».

«Ai numerosi gruppi di volontari - continua La Russa - provenienti da ogni parte della Lombardia, ognuno con il suo bagaglio di competenze ed esperienza, va l'apprezzamento dei cittadini lombardi e il mio personale per il lavoro svolto in questi mesi».

«In questo momento, purtroppo - conclude La Russa - il loro impegno non è più necessario: spetta adesso agli inquirenti agire con solerzia e assicurare alla giustizia, nel minor breve tempo possibile, il colpevole di un delitto assurdo e spregevole, sperando che sconti la pena per intero».

a.ceresoli

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