Martedì 01 Marzo 2011

Yara, in duemila alla fiaccolata
I genitori: «Niente vendetta»

Sono oltre duemila le persone che lunedì sera, a Brembate di Sopra, hanno preso parte alla fiaccolata di preghiera e alla Messa in ricordo della piccola Yara Gambirasio. La veglia, il cui svolgimento era stato deciso già prima della scoperta del cadavere della ragazzina, ha avuto inizio alle 20,15 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Brembate Sopra, stracolma di persone, tanto che in molti hanno dovuto aspettare sul sagrato.

A tutti i partecipanti è stato distribuito un lumino rosso. La fiaccolata si è snodata lungo le vie del paese, fino alla cappella dei «Morti del Roccolo» (edificata per i morti della peste) dove è poi stata celebrata la Santa Messa.

«In questa cappella - ha spiegato il parroco di Brembatre Sopra, don Corinno Scotti - i nostri nonni andavano a pregare quando il paese era colpito da calamità. Noi preghiamo per la nostra piccola Yara».

All'inizio della fiaccolata don Corinno ha fatto sapere di aver parlato poco prima con i genitori di Yara: «L'unica cosa che possiamo dire - hanno detto papà Fulvio e mamma Maura a don Corinno - è un grazie immenso a tutti coloro che ci stanno vicini». «È un momento molto difficile - ha sottolineato il parroco di Brembate di Sopra - e può sembrare che il Signore non abbia ascoltato le nostre preghiere. Ma le nostre preghiere, questa sera, si trasformano in lodi a Dio per i miracoli che l'angosciante vicenda di Yara ha prodotto nella nostra comunità».

«Sono passati tre mesi – ha detto ancora don Corinno – e sabato abbiamo ricevuto l'unica notizia che non avremmo mai voluto sentire. Ma ora Yara è un angelo ed è in Paradiso, perché il Paradiso esiste davvero».

«So che queste riflessioni ci inducono a porci delle domande – ha proseguito con Corinno -, e so anche che voi genitori siete preoccupati perché nessuno faccia del male ai vostri bambini. Ma io vi dico: preoccupatevi che anche i vostri figli non facciano mai del male agli altri, perché anche questi uomini, che non hanno ancora un volto e noi speriamo con forza che prima o poi ce l'abbiano, di sicuro hanno dei genitori. Certo che chi ha compiuto questo terribile delitto deve essere assicurato alla giustizia, certo che deve pagare, ma vi chiedo, per favore, non parliamo di vendetta, non coltiviamo il rancore perché così non facciamo un servizio a Yara».

«Il male – ha detto ancora don Corinno - si vince solo con la bontà, si vince solo con l'amore: più forte della morte, è scritto nel Cantico dei Cantici, è l'amore. In questi mesi – ha concluso il parroco di Brembare - ho parlato tanto con Maura e Fulvio, ma sulle loro labbra non ho mai sentito parole di vendetta».

fa.tinaglia

© riproduzione riservata