Domenica 06 Marzo 2011

Tedesco, pochi lo insegnano
È strategico, si tenta il rilancio

Chi sa il tedesco trova lavoro? Data per scontata la conoscenza dell'inglese per qualunque attività, il ridisegno dell'Europa economica dopo la crisi potrebbe riportare in auge il tedesco, lingua dalle nostra parti più subita che amata, ma un tempo ritenuta indispensabile per chi volesse aprirsi una carriera tecnica o ingegneristica.

Negli ultimi anni il tedesco è stato sempre più abbandonato perché ritenuto «difficile», ma la condanna definitiva è stata pronunciata da presidi e ministero dell'Istruzione. L'autonomia scolastica, che lega la quantità di fondi alla quantità di allievi iscritti, ha spinto i presidi a promuovere quel che l'utenza vuole, cioè l'inglese e lo spagnolo, mentre nella scuola superiore, con la ristrutturazione Gelmini, le ore dedicate alle lingue straniere son diminuite.

A Bergamo le cattedre di tedesco superstiti sono presenti in 15 istituti superiori statali su 92 poli scolastici, per un totale di 29 cattedre (delle quali 6 concentrate al Falcone e 3 al Romero) e 13 spezzoni orari per i supplenti. Alle medie il tedesco è presente in città all'Ic Mazzi con due cattedre e alla Donadoni con 1 e in provincia a Mapello, più otto supplenze in provincia.

Ora l'Ufficio scolastico lombardo, d'accordo con Regione Lombardia, tenta di correre ai ripari con una campagna di rilancio. In anticipo sulla Regione, da novembre a Bergamo è nato, per iniziativa di un gruppo di insegnanti guidati da Silvia Zanetti, il comitato «Projekt Deutsch», Progetto tedesco, per la promozione della lingua nelle scuole del territorio.

L'Ufficio scolastico regionale invita adesso i presidi «a rilanciare lo studio della lingua tedesca come lingua strategica» e le strategie suggerite comprendono «mantenere e potenziare l'insegnamento della lingua tedesca nei propri istituti nei vari indirizzi e nel piano dell'offerta formativa».

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m.sanfilippo

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