Giovedì 10 Marzo 2011

Yara, don Mazzi parla ai giovani
«La fede darà un senso al dolore»

«Sono qui perché voglio parlarvi degli adolescenti, ma voglio parlare soprattutto agli adolescenti». Si è presentato così don Antonio Mazzi alla comunità di Brembate Sopra che, ancora una volta, ha gremito la chiesa parrocchiale. Seduti fra i banchi alcuni coetanei di Yara, i suoi compagni di catechismo. Ad uno di loro don Mazzi affida un foglio, una riflessione da lui scritta in un'altra occasione e che si apre con le parole «Vi chiedo scusa a nome di tutti gli adulti».

Don Mazzi parla guardando negli occhi i più giovani, fissando lo sguardo in quello delle madri e dei padri e parla dell'adolescenza come di un periodo straordinario, la vera nascita dei figli. Ha parole per tutti, ma quelle più forti, più chiare e decise sono per gli adolescenti. Le regala loro attraverso «I dieci comandamenti degli adolescenti», da lui scritti. «Createvi amicizie vere. – esordisce – Non legatevi a bulli, a doppiogiochisti. I vostri amici siano i vostri coetanei». Poi continua nell'elenco, accostando esempi concreti, situazioni quotidiane. «Difendetevi dal computer. Legate tanto e bene con il padre, perché l'adolescenza è il tempo dei padri». Qui sposta lo sguardo agli uomini presenti. «Padri abituatevi ad ascoltare i vostri figli. Incontriamo troppo spesso padri che sono ancora adolescenti, che inseguono l'auto di grossa cilindrata, il cellulare ultimo modello, amano giocare, pensano a buttar giù la pancia e, se hanno tempo, stanno con la famiglia. La crisi dell'Italia è la crisi dei padri e dove non ci sono padri c'è la crisi della struttura sociale».

Continua con i ragazzi, invitandoli a vivere un'avventura forte e positiva prima dei 18 anni, un'esperienza di solidarietà, a contatto con la povertà. Li sprona a suonare uno strumento, a fare uno sport, a frequentare un'associazione di volontariato. C'è spazio anche per il divertimento, ma chiede loro di dargli un senso. «Non confondete il divertimento con lo sballo o la trasgressione. Yara è stata assassinata, ma c'è chi assassina i vostri figli in un altro modo, lasciandoli vivi, ma morti dentro. Troppi assassini girano attorno alla parola divertimento. Non fatevi assassinare da chi vi lascia una vita fasulla addosso». Passa poi alla fede. «Legatevi a Dio. Fermatevi nel silenzio ad ascoltare il vostro bisogno di tenerezza e cogliete la tenerezza di Dio». Un decalogo che don Mazzi ha consegnato ai sacerdoti di Brembate, regalandolo idealmente a tutti i ragazzi, e che sarà pubblicato sul sito dell'oratorio.

Don Antonio ha detto come la tragica storia di Yara abbia colpito tutta l'Italia. «Vuol dire che da qui può partire qualcosa. – ha detto prima di salutare la comunità di Brembate – La fede darà un senso anche a questo immenso dolore».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 10 marzo

fa.tinaglia

© riproduzione riservata