Mercoledì 09 Marzo 2011

Yara, i genitori non parlano
Il pm: tempi lunghi per l'autopsia

«Vorrei sapere qual è l'interesse pubblico a conoscere queste cose private dei genitori». A dichiararlo è il sostituto procuratore che coordina le indagini sull'omicidio di Yara Gambirasio. Il pm Letizia Ruggeri ha risposto così alle domande di alcuni giornalisti che gli chiedevano notizie in merito all' incontro che aveva poco prima, in Procura, con i genitori di Yara Gambirasio. Il sostituto ha anche confermato quanto era già emerso da indiscrezioni dai giorni precedenti: «per i risultati delle analisi ci vorranno settimane» ha detto.

Il colloquio, a sorpresa, si è tenuto mercoledì 9 marzo dalle 10.30 a mezzogiorno nell'ufficio del sostituto procuratore, in piazza Dante a Bergamo. All'uscita dalla procura i genitori di Yara non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Presi letteralmente d'assalto da giornalisti, fotografi e operatori tv, hanno raggiunto un parcheggio interrato nei pressi della procura, accompagnati dal pm, da due agenti di polizia giudiziaria e da una donna del personale della procura. Poi si sono allontanati in macchina.

Rientrando in ufficio il magistrato non ha voluto dire nulla: «Non li ho convocati io - ha solo spiegato - e non ho nulla da dire. Anzi - ha aggiunto - dovreste spiegarmi dove sta l'interesse pubblico nel sapere queste cose».  Mamma Maura e papà Fulvio avrebbero confermato le abitudini della figlia, che conduceva una vita assolutamente tranquilla, come già avevano sottolineato più volte nei primi tre mesi di indagini.

Secondo le prime indiscrezioni, i genitori di Yara avrebbero voluto essere informati sull'andamento delle indagini e sui primi esiti dell'autopsia e delle ispezioni cadaveriche. Ma è certo che il magistrato debba ancora ricevere la relazione preliminare dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo. I tempi paiono lunghi: dalle prime informazioni pare che sulla sim card non risultino impronte nè indizi utili, mentre ci si starebbe focalizzando sul materiale trovato sotto le unghi della ragazzina e sulle suole delle scarpe. Dall'edizione serale del Tg5 e di Studio Aperto novità a tal proposito: da indiscrezioni risulterebbe che gli inquirenti avrebbero individuato un dna diverso da quello di Yara nel materiale analizzato sotto le unghie della giovane. Una notizia però completamente smentita da chi sta lavorando sul caso.

m.sanfilippo

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