Giovedì 10 Marzo 2011

I sacerdoti di Brembate Sopra:
in un libretto i pensieri per Yara

Raccogliere in un libretto tutti i pensieri e le preghiere lasciati in questi mesi per Yara, e intitolare a lei uno dei luoghi delle missioni di padre Leonardo in Ecuador e suor Ornella in Malawi. Sono le proposte che i sacerdoti di Brembate Sopra rivolgono alla comunità, affidandole al bollettino parrocchiale, distribuito proprio in questi giorni in paese.

Quando il numero di marzo del bollettino è stato completato, il corpo di Yara non era ancora stato trovato. Dopo la triste scoperta, i sacerdoti hanno aggiunto a ogni copia un messaggio: «A questo numero del nostro giornalino – scrivono don Corinno, don Gustavo e don Fabio – aggiungiamo un foglio perché quando abbiamo saputo della morte di Yara l'impaginazione era già completa. Abbiamo però fatto in tempo a mettere in copertina il suo dolcissimo viso e altri articoli dedicati a lei. Avremo modo di riservarle spazio e cuore anche successivamente. Al momento non sappiamo ancora quando e dove saranno i funerali, che saranno presieduti dal nostro vescovo. In casa dei genitori c'è una grande foto con una scritta degli amici: "Oggi la tua voce la sentiamo più forte" e noi l'ascoltiamo con l'udito del cuore».

Poi, le proposte alla comunità: «Raccogliere le preghiere e le riflessioni scritte nei quadernoni all'altare della Madonna e farne un libretto da offrire alle famiglie, e lasciare un segno di Yara nelle missioni di Padre Leonardo in Ecuador e di suor Ornella in Malawi. Padre Nadi – ricordano i sacerdoti di Brembate – sta facendo un salone per la formazione dei catechisti nella zona di Borbon dove lui lavora. Suor Ornella è responsabile di un villaggio di ragazzi a Namuwera. Lei deve sistemare un refettorio ormai decadente per trentasette ragazze dell'età di Yara che vengono dai villaggi vicini, vivono e dormono lì. A padre Nadi e suor Ornella chiediamo di mettere un segno per dedicare queste strutture alla nostra Yara, come segno di comunione».

Il ricordo di Yara, dunque, potrebbe travalicare anche i confini del Continente, raggiungere l'Africa e l'America Centrale. Intanto, però, la comunità di Brembate Sopra deve fare i conti con il dolore che l'ha colpita all'improvviso, inaspettato e ingiusto, lasciando tutti attoniti e disorientati.

«È il mistero del dolore innocente», scrive il parroco don Corinno Scotti. «Mistero – spiega il parroco – è qualcosa che ci sovrasta, di cui riusciamo a intravedere il significato solo se riusciamo a guardare con gli occhi della fede. Yara è l'innocente che ci obbliga a prendere coscienza del peccato in noi e intorno a noi, ma che ci ricorda anche che il bene c'è, sempre e comunque, perché il mondo è abitato da Dio, perché Gesù è l'Emmanuele, il Dio con noi. Abbiamo una certezza: Yara è nelle mani di Dio. E le mani di Dio – conclude don Corinno – sono mani di padre. Anzi, di madre tenerissima».

a.ceresoli

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