Giovedì 17 Marzo 2011

Si canta l'inno sotto la pioggia
Tanta partecipazione alla Rocca

Molta gente e grande partecipazione, nonostante la continua pioggia, alla cerimonia istituzionale per i 150 anni dell'unità d'Italia alla Rocca, in città Alta. Con il sindaco Franco Tentorio, il presidente della Provincia Ettore Pirovano le più alte autorità civili, militari e religiose, tra cui il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi. Ad allietare la cerimonia la fanfara Ramera di Ponteranica che, dopo i discorsi, ha suonato l'inno di Mameli, cantato dalla gente.

Davanti al museo storico ha parlato il sindaco Tentorio. Ecco in sintesi il suo discorso: «Festeggiamo un compleanno importante e la grande partecipazione della gente dimostra quanto sia sentito. È importante essere qui per ricordare l'inizio della nostra storia nazionale. Spero che lo spirito sia di amicizia e di reciproco rispetto e comprensione».

Quando ha preso la parola il presidente della Provincia Ettore Pirovano, che era stato contestato mercoledì sera, sono piovati un paio di fischi, ma la folla ha subito zittito i pochi contestatori. «È un piacere essere qui. Ricordo che venivo qui alla Rocca da ragazzo per vedere le foto del mio trisavolo, uno dei 180 garibaldini».

«Sono orgoglioso - ha continuato Pirovano - per coloro che hanno dato la vita per un ideale che forse oggi non è più così sentito. In questi tempi rischiano di prevalere le ideologie e si indeboliscono gli ideali. L'Italia è una Repubblica giovane che deve lavorare ancora molto, soprattutto per dare le giuste attenzioni ai cittadini».

Il prefetto Camillo Andreana: «Guardiamo al passato per costruire il nostro futuro. È fondamentale recuperare l'orgoglio nazionale. L'augurio è che l'Italia acquisisca equilibrio, bando alle isterie, cerchiamo più serenità e capacità di giudizio. Buon compleanno Italia».

Infine è intervenuto Carlo Salvioni, presidente degli Amici del museo storico, che ha sottolineato l'importante ruolo di Bergamo nel Risorgimento e ha dato il là alle visite guidate al museo storico.

m.sanfilippo

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