Sabato 26 Marzo 2011

Yara, i vestiti al microscopio:
caccia a fibre lasciate dall'omicida

Non cercano soltanto nuove tracce biologiche estranee alla vittima: i Ris di Parma, che stanno compiendo minuziose analisi sui vestiti di Yara, sono anche a caccia di eventuali fibre tessili diverse da quelle degli indumenti della tredicenne, che possano essere ricondotte all'abbigliamento dell'assassino.

Le ricerche al microscopio sugli abiti puntano anche a rintracciare eventuali nuovi reperti che possano indicare agli investigatori dove è stata Yara prima di morire: ad esempio eventuali tracce di tappetini di una macchina, il fondo di un furgone, piuttosto che materiali riconducibili a luoghi specifici. Come potrebbero essere tracce di catrame o cemento, che potrebbero far pensare a un cantiere, oppure particelle di terriccio non riconducibili al campo di Chignolo d'Isola, dove il cadavere è stato trovato.

Gli esperti del Raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri stanno analizzando ogni centimetro quadrato degli indumenti, alla ricerca di nuovi profili genetici estranei oltre a quelli – maschile e femminile – già isolati su un guanto della tredicenne, che finora non hanno portato alcuna svolta significativa nelle indagini (non sono infatti risultati compatibili con nessuno dei profili acquisiti dagli inquirenti).

Oltre al Dna, ci si concentra ora sull'analisi dei tessuti: forse, tra le fibre degli abiti di Yara potrebbe essere rimasto impigliato e custodito un filo, un brandello riconducibile agli indumenti indossati dall'assassino. Un'altra speranza a cui aggrapparsi in questa inchiesta che, per ora, sembra essere ancora lontana dall'epilogo che tutti si augurano.

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r.clemente

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