Lunedì 28 Marzo 2011

Omicidio a Boltiere, tante domande
Col metal-detector si cerca l'arma

Mentre i carabinieri cercano l'arma del delitto, anche con un metal-detector restano tante domande aperte sulla morte di Mario Gaspani. Se gli assassini erano arrivati per uccidere, perché utilizzare un coltello da cucina?

E, soprattutto: perché caricare in auto il 57enne e correre il rischio di essere intercettati durante il tragitto o di essere visti mentre si scaricava il cadavere nella roggia di Osio Sopra?

Non era meglio lasciare il corpo lì nel garage della sua villetta di via Donizetti a Boltiere dove l'uomo è stato accoltellato alle 2 della notte fra venerdì e sabato?

Sono alcune delle cose che non tornano in questo nuovo giallo, germogliato nel periodo più agitato della cronaca nera bergamasca. Un delitto maturato molto probabilmente nel settore della mediazione e del commercio di automobili, dove la vittima lavorava, e che odora di spedizione punitiva per lavare l'onta di uno sgarro, di promesse non mantenute o debiti non saldati.

È questa la pista privilegiata dai carabinieri del reparto operativo di Bergamo e del nucleo investigativo di Treviglio che indagano coordinati dal pm Franco Bettini. A indirizzare gli investigatori ci sono i trascorsi penali della vittima l'aggressione che Gaspani aveva subito a dicembre.

Gli inquirenti non escludono comunque altre strade, prima fra tutte quella passionale, che tra l'altro si coniugherebbe da manuale con il tipo di arma usato e il numero di coltellate inflitte. Nella giornata di lunedì l'incarico per l'autopsia.

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r.clemente

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