Domenica 10 Aprile 2011

Ristoranti e negozi etnici
Uno su tre presenta irregolarità

Pietanze succulente, panini, kebab, aperitivi, stuzzichini, hamburger e quant'altro: dalla produzione alla vendita al banco, o al servizio à la carte, il settore imprese alimentari a Bergamo e provincia, in quanto a controlli su igiene, norme rispettate, conservazione e somministrazione al dettaglio non sta malissimo.

Meno bene, invece, stanno le imprese alimentari gestite da non italiani, stando ai numeri forniti dall'Asl e riferiti ai controlli effettuati nell'anno 2010. Un dato su tutti: se l'esito dei controlli è stato sfavorevole nel 24% delle imprese controllate (italiane e straniere), la percentuale scende al 23% se si considerano soltanto le italiane e sale al 35% in quelle straniere.

E, andando nel particolare, per le imprese alimentari straniere (con il termine imprese, spiegano dall'Asl, si intende non solo la ditta che prepara i prodotti e anche la ditta che li somministra o che li vende, quindi dai ristoranti alle paninoteche e ai kebab) tra quelle trovate non in regola la gran parte presentava inadeguatezze igieniche.

Le imprese alimentari in totale, a Bergamo e provincia, sono 11.427, di queste le italiane sono 10.895, quelle straniere 532 (ovvero il 5% del totale). Nel 2010 controllate 2.851 imprese, 2.646 italiane e 205 straniere. Ma i controlli sono stati di più, perché in diversi casi i tecnici del Dipartimento sono tornati più volte nella stessa ditta: 3.452 controlli in totale, 3.221 per ditte italiane e 231 per quelle straniere.

In linea di massima si può dire che a Bergamo e provincia quando ci si mette a tavola in un locale pubblico o si ordina uno snack in un baretto si può stare tranquilli: il 69% dei controlli infatti ha dato esito favorevole, percentuale che scende al 65 nel caso delle imprese straniere.

E se si guarda al bilancio sfavorevole, l'impennata è per le imprese straniere: se le bocciate ai controlli in totale, tra italiane e straniere sono state 813 (24% del totale delle controllate), le italiane 733 (23% del totale), le straniere 80, ovvero il 35% delle imprese non italiane controllate. Come dire che un ristorante o un kebab o una ditta alimentare straniera su 3 non è in regola.

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m.sanfilippo

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