Domenica 10 Aprile 2011

Messa del vescovo con gli immigrati:
«Prego per una vita ricca di speranza»

«Sono davvero felice di vivere questa celebrazione con voi nell'imminenza della Pasqua. E desidero dirvi quanto ho apprezzato i vostri canti. Proprio bravi». Il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, ha incontrato domenica mattina la comunità cattolica degli africani francofoni nella chiesa sussidiaria nel quartiere San Giuseppe di Seriate.

Una Messa diversa, ricca di canti, coreografie di danze, usi, costumi, abitudini, abiti, e prodotti portati all'altare, all'Offertorio, tipici dell'Africa: le plate (un tipo di banana ma usata per cucinare), ignam, magnioc, calabasse, e i più noti ananas, banane, arance. Il tutto riposto in una ciotola naturale, la corteccia essiccata del petaut (una sorta di zucca).

C'erano un centinaio di fedeli di colore, uomini, donne, bambini, famiglie, giovanotti. Il Sanctus è stato eseguito alternando voci femminili a voci maschili.

Festoso e gioioso il canto finale «Ave Pa No May Bo No Canta» introdotto dal suono delicato del kora, strumento senegalese a corda con cassa. La Messa è stata concelebrata da monsignor Beschi, don Ilario Tiraboschi, sacerdote del quartiere San Giuseppe, don Massimo Rizzi, incaricato diocesano dei migranti, e don Mathieu Faye senegalese operante a Bergamo riferimento per la fervente comunità cattolica francofona.

«La mia preghiera - ha detto il vescovo - è per chiedere che la vostra vita nel nostro paese sia una vita ricca di speranza e di sicurezza. Voglio sperare che ciò avvenga anche per i vostri cari paesi da cui provenite».

Maggiori dettagli su L'Eco di Bergamo dell'11 aprile

r.clemente

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