Martedì 19 Aprile 2011

Prenotazioni telefoniche di coca
Arrestato 19enne di Arzago

Prendeva le prenotazioni di dose di cocaina per telefono il 19enne marocchino, residente ad Arzago d'Adda, arrestato dai carabinieri a Crema. Per i militari dell'Arma sarebbe solo il terminale di una più vasta organizzazione.

Il blitz è scattato sabato sera, attorno alle 22, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Crema hanno bloccato con l'accusa di spaccio di stupefacenti Mohammed El Yassine, 19 anni, di Arzago. Tre le persone fermate in possesso di droga durante la stessa operazione di contrasto allo spaccio svolta tra Quintano, Arzago d'Adda e Casirate d'Adda.

I carabinieri hanno trovato un agente di commercio d'origine milanese ma residente a Casaletto Vaprio, 40 anni - in possesso di mezzo grammo di cocaina. Un autotrasportatore di Calvenzano di 33 anni era invece a bordo del Suv guidato dalla moglie e addosso aveva 1 grammo di cocaina. Era a bordo della propria auto con mezzo grammo di cocaina addosso un altro operaio di 29 anni di Cassano.

In questo caso i militari hanno provveduto al ritiro della patente di guida. Dopo aver avuto i riscontri che cercavano i carabinieri hanno bloccato il presunto spacciatore, l'ultimo anello della filiera addetto alle consegne. L'uomo era in bicicletta, nei pressi della propria abitazione mentre contrattava con un quarto potenziale cliente di Offanengo. L'immediata perquisizione ha portato al sequestro di 2400 euro in contanti frutto dello spaccio e del telefono utilizzato per tenere i contatti.

L'uomo è stato portato in carcere a Bergamo. Organizzazione più vasta Come spiega il capitano Antonio Savino "gli acquirenti sorpresi in possesso sostanze stupefacenti sono stati segnalati alle Prefetture di Cremona, Milano e Bergamo per l'instaurazione del procedimento amministrativo di recupero. La dinamica dei fatti accertati, l'assoluta mancanza di collegamenti tra gli acquirenti ed il fattorino che ha effettuato le consegne, induce a ritenere che egli sia solo il terminale di una più vasta organizzazione ed il denaro rinvenuto presso il domicilio sia solo una parte degli incassi effettuati, il personale compenso per la partecipazione allo spaccio".

In casa dell'uomo non è stata trovata altra droga nè i materiali solitamente utilizzati per il taglio ed il confezionamento. Sul telefono in suo possesso pochi i contatti, nessuno degli acquirenti aveva il suo numero. "Tali circostanze - conclude Savino - rendono lecito supporre che egli offra il suo servizio ad altri fornitori che ricevono le ordinazioni per telefono".

e.roncalli

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