Martedì 19 Aprile 2011

Bettoni: «In due anni
non si è trovato l'accordo»

Sulla vicenda Provincia-Rea interviene ora il consigliere regionale Valerio Bettoni. «Quando arrivai in Provincia, nel 1999 - scrive Bettoni -. la prima patata bollente che mi ritrovai fra le mani come presidente fu quella dei rifiuti. La vecchia amministrazione aveva stipulato un accordo sulla base di 195 vecchie lire + IVA per ogni quintale. Dopo serrati e non facili confronti fra le parti, riuscimmo a spuntare come Provincia la cifra di 147,8 lire al quintale + IVA. Dunque un bel risparmio: a vantaggio dei Comuni e della popolazione: eravamo sull'ordine di 7-8 miliardi di lire all'anno (la variabile di quota dipende naturalmente dalla quantità di rifiuti prodotti). Bergamo aveva le tariffe più basse in Lombardia, anche rispetto a Brescia, che era leader nello smaltimento dei rifiuti: e questo è certificato dai dati della Regione».

«Ora, dopo ormai due anni di guida leghista della Provincia di Bergamo - continua Bettoni - in un brutto giorno dello scorso gennaio ci si è risvegliati con una brutta (un'altra) tegola in testa: il maxiaumento per i Comuni bergamaschi che fanno capo all'inceneritore di Dalmine. Per il periodo dal 1° giugno al 31 dicembre 2010 la Rea ha dato un'autentica stangata, facendo salire il costo per ogni tonnellata di rifiuti smaltiti da 86,58 euro a 141,33 (detto in vecchie lire: è una botta da 173 lire a 282 lire per ogni quintale di rifiuti). I Comuni si sono naturalmente rivolti alla Provincia la quale ha avuto la normale reazione di circostanza: ha detto che la tariffa della Rea non è valida, non è stata concordata e quindi i Comuni non devono pagare».

«C'è da chiedersi - aggiunge l'ex presidente della Provincia - che cosa sarebbe successo se questa assurda situazione – che rivela una volta ancora l'attendismo, la passività e l'immobilismo dell'attuale Provincia – non fosse stata denunciata e portata a conoscenza dell'opinione pubblica dalla Lista Bettoni. Se il consigliere provinciale Vittorio Milesi non fosse intervenuto, sarebbe stata una vera e propria emergenza per molti Comuni bergamaschi, con un notevole salasso per le tasche dei nostri cittadini. C'è di che stupirsi delle modalità di questa amministrazione. Il problema dei rifiuti non doveva neppure esserci. Ogni due anni si procedeva all'aggiornamento delle tariffe secondo le indicazioni dell'ISTAT. La scadenza dell'accordo, sottoscritto sotto la mia presidenza, era nel maggio del 2010. Fino ad oggi siamo nel buio. Mi domando come si faccia a non trovare una soluzione in due anni, con una strada già tracciata. E soprattutto mi chiedo come si possa spiegare un aumento di oltre il 50% in un solo colpo. Sono milioni di euro. E chi li paga, alla fine?».

e.roncalli

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