Sabato 30 Aprile 2011

È morto il sindaco di Bottanuco
A giugno fu colpito da infarto

È morto mentre era ricoverato in una clinica a Zingonia il sindaco di Bottanuco Angelo Locatelli. Il primo cittadino, 53 anni, era stato colpito da un grave infarto il 22 giugno scorso dopo un'assemblea della Comunità dell'Isola tenuta a Filago. Era stato il tempestivo soccorso portato dai due sindaci-medici, Silvano Donadoni di Ambivere e Roberto Colleoni di Calusco d'Adda, a salvargli la vita. Trasportato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, Locatelli era poi stato sottoposto ad un intervento chirurgico, ma da allora non si era più ripreso e alle 13 di sabato 30 aprile è deceduto.

Date le sue condizioni di salute molto gravi, al Comune di Bottanuco il 15 maggio era previsto un ritorno alle urne. Al prossimo turno elettorale i cittadini saranno chiamati a scegliere il sindaco e il Consiglio comunale. Una seduta di Consiglio di novembre scorso, convocata su richiesta del gruppo di opposizione «Il Comune della Libertà», aveva preso atto dell'impedimento permanente del sindaco Locatelli, dando il via alla procedura per lo scioglimento di Giunta e Consiglio che erano in carica.

Cinquantatrè anni, agente di commercio, sposato con tre figli, Angelo Locatelli era al secondo mandato da sindaco alla guida del gruppo «Insieme per Bottanuco e Cerro», ma dal 1980 al 1990 aveva già ricoperto la carica di assessore comunale, prima allo Sport e poi all'Istruzione. In politica è entrato a 21 anni, una passione che ha sempre coltivato, mostrando la massima attenzione ai bisogni della gente.

Attento ai bisogni di tutti e molto stimato dall'intera comunità, Locatelli è sempre stato disponibile e aperto al confronto. Alle elezioni del giugno 2009 aveva ottenuto 2.301 consensi su 3.175 votanti pari al 76,04%, una delle percentuali più alte registrate nei Comuni bergamaschi dove correvano più liste, imponendosi su «Il Comune della libertà - Federico Corbetta sindaco» che di voti ne aveva ottenuti 725, il 23,96%. Per affiancarlo aveva scelto una squadra di lavoro giovane perché nei giovani, che rappresentano il futuro, credeva ciecamente. Per sé aveva tenuto le deleghe al Bilancio e servizi sociali.

fa.tinaglia

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