Bergamo, la prova Invalsi
non piace proprio a nessuno

Il test Invalsi l'hanno fatto - ma mugugnando - docenti e studenti. I primi contro il carico cartaceo che l'Invalsi (che dimentica che hanno inventato i computer) gli ha caricato addosso.

Il test Invalsi l'hanno fatto - ma mugugnando - docenti e studenti. I primi contro il carico cartaceo che l'Invalsi (che dimentica che hanno inventato i computer, che mezzo mondo viaggia con i test di valutazione on line e che ormai tutte le scuole hanno i laboratori informatici) gli ha caricato addosso.

Gli studenti invece hanno protestato contro il terzo foglio, non i test di matematica e italiano ma una serie di domande su usi, costumi, disponibilità economiche della famiglia, deducibili dal lavoro dei genitori, il posto dove si studia, il numero di libri in casa.

Test in teoria anonimi, ma identificati dal codice Sidi, quello dell'anagrafe degli studenti del Ministero. Inoltre i docenti mandati a gestire il test in classi e per materie diverse dalla loro, avevano la lista nominativa degli alunni per poter assegnare a ciascuno il proprio codice.

La dirigente del'Ufficio scolastico, Patrizia Graziani, lancia una proposta: «Per il prossimo anno potremmo formare un gruppo di coordinamento delle scuole, appoggiato presso l'Usp, che supporti gli istituti. Un sistema di valutazione nazionale della scuola italiana è una buona idea, si tratta in parte della fatica dell'avvio di una cosa nuova, in parte di migliorare quello che non funziona. L'aggravio di lavoro va tenuto in conto. Non condivido invece la preoccupazione degli studenti per la loro privacy: il "terzo foglio" sia stato approvato dal garante».

 Giovedì si sottopongono al test le prime medie. Venerdì si conclude con matematica per le seconde e quinte elementari.

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