Sabato 21 Maggio 2011

I suoi amici: «Bolli addio»
Lunedì l'ultimo saluto a Laura

Si terrà lunedì alle 15 nel cimitero di Carvico la cerimonia funebre in forma civile per l'ultimo saluto a Laura Bolazzi, la studentessa di 18 anni morta giovedì pomeriggio in un incidente sulla Rivierasca. La ragazza, in sella alla sua moto Vespa 125, stava percorrendo la provinciale quando durante un sorpasso ha sbandato ed è finita sotto la ruota del rimorchio di un autoarticolato.

La salma è stata composta nella camera mortuaria del Policlinico San Pietro e lunedì sarà traslata al cimitero di Carvico, dove si terrà la funzione funebre alla quale saranno presenti familiari, amici e compagni di scuola di Laura.

Un dolore immenso per la mamma Lydie Torres, insegnante di francese che ha dovuto dare la notizia al marito Giambattista Bolazzi, che era a Parigi per lavoro, e all'altra figlia Florance, 23 anni, impegnata negli studi in India. La famiglia abita da più di dieci anni a Carvico in via De Gasperi.

Il preside del liceo linguistico Leonardo da Vinci di Bergamo, Giuseppe Tironi, ieri aveva ordinato un mazzo di fiori, un gesto quasi automatico quando una giovane vita lascia i banchi di scuola troppo presto e per sempre. Ma i compagni della 4ª A, gli amici di Laura Bolazzi, detta Bolli, hanno chiesto di non metterli sul banco: non vogliono ricordare la loro amica come si fa di solito in questi casi, con fiori, peluche, pupazzetti.

Onorano la sua memoria cercando la normalità perduta. Ieri sono arrivati puntuali alle 8, ma non sono entrati in classe, si sono stretti insieme, in piccoli gruppi, chi stando zitto, chi parlando a bassa voce, chi piangendo. Tra loro o con qualche insegnante, ma senza mettere in piazza il dolore: non vogliono essere protagonisti. Entrati nel cortile dell'istituto, si sono seduti composti. Poi il preside è arrivato e li ha portati in classe per un discorso a porte chiuse.

Lunedì l'ultimo saluto a una ragazza piena di interessi e di amicizie, che se n'è andata troppo presto, quando chissà quante altre cose c'erano da fare. «Aveva promesso di aiutarmi a recuperare l'insufficienza in francese», ha mormorato una ragazza tra le lacrime. «Sognavamo la gita in Spagna», ha detto un'altra.

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a.ceresoli

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