Sabato 04 Giugno 2011

Miniere per rilanciare il turismo:
un percorso Gorno-Oltre il Colle

Un'idea in più per valorizzare il nostro territorio, sfruttandolo anche a fini turistici. È quella di realizzare un itinerario di 80 chilometri alla scoperta delle vecchie miniere e dei giacimenti di metalli della Lombardia, dal lago di Lecco alla Valle Camonica.

Centro nevralgico del percorso: i giacimenti minerari e l'archeologia industriale della Valle Seriana. La proposta viene da Franco Rodeghiero, docente del dipartimento di Scienze geologiche all'Università di Milano Bicocca, che lancia l'idea di collegare i molti punti di interesse minerario e geologico che esistono nella nostra regione.

«Si tratta di un percorso che seguirebbe l'orizzonte geologico chiamato Metallifero – spiega il professor Rodeghiero –, in cui sono ospitati i principali giacimenti di metalli di tutta la Lombardia, oltre ovviamente alle miniere dismesse e ai vecchi impianti di trattamento e trasporto del minerale. Stiamo parlando di qualcosa che avrebbe tutti i numeri per chiamarsi "La via di piombo e zinco delle Orobie"».

L'idea è di realizzare un itinerario turistico integrato che potrebbe interessare a tanti: scolaresche, studiosi italiani e stranieri, oltre naturalmente ai turisti, i quali potrebbero godersi passeggiate in montagna scoprendo le attività estrattive che fino a non molti decenni fa erano il cuore di molte economie locali.

Dentro questa ipotesi di percorso unitario sarebbero molte le località coinvolte. Verrebbero comprese, per cominciare, le iniziative di recupero delle miniere già intraprese in Valle Seriana: l'Ecomuseo di Gorno, i progetti già ideati sulle miniere di Parre, Premolo e della Presolana. A cui si aggiungerebbero molte altre località: il museo di Oltre il Colle, Camerata Cornello, il monte Pedrozio a Serina, la Val Vedra a Oltre il Colle, il monte Grem a Oneta, i monti Belloro e Trevasco a Gorno e Parre.
Una lunga traccia fatta di vecchie miniere, archeologia industriale, minerali che affiorano in superficie, strati e pieghe delle rocce, oltre che di paesaggi affascinanti.

Leggi tutti i dettagli su L'Eco di Bergamo del 4 giugno

r.clemente

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