Mercoledì 22 Giugno 2011

Selvino, arriva lo sci indoor:
il taglio del nastro nel 2015

Quello più esotico è a Dubai, nel deserto. In Olanda gli sciatori si allenano sopra e sotto il livello del mare. Ora anche a Selvino arriva uno «ski-dome», arena per lo sci al coperto che non conosce crisi climatiche. Un piano (privato che però nasce con l'appoggio degli enti pubblici) che vale qualcosa come 50 milioni di euro. L'altopiano sarà sede del primo impianto per lo sci al coperto d'Italia: l'auspicio è il taglio del nastro per il 2015.

I dettagli del progetto, per cui le trattative sono in corso da due anni, sono stati a lungo tenuti sotto il più stretto riserbo. Poi il comunicato giunto martedì dal Pirellone, con cui si annuncia una conferenza per la presentazione ufficiale, parla chiaro: «Sci, a Selvino il primo impianto interrato d'Italia». Si aggiunge – spiegando che è attesa la firma dell'accordo di programma con cui si avvia l'iter politico-urbanistico – che in ballo c'è una «modernissima struttura, in cui gli sport della neve saranno praticabili 365 giorni l'anno, cui si affiancheranno servizi accessori, parcheggi, albergo, museo dello sci e raccordo stradale».

Nota bene: l'opzione Selvino spariglia le carte, dato che si era parlato di altre ipotesi al Nord (Monza, Alessandria). Di fatto, ora, è però la scelta bergamasca a essere sul tavolo. Gli enti pubblici – Regione, Provincia e Comune – siederanno a un tavolo per dare, ufficialmente, il loro imprimatur all'operazione lanciata da «Neveland srl».

La società trentina, attiva da anni in progetti legati alla neve, lavora con il bergamasco studio Ced Ingegneria srl, di Gorle, lo stesso che ha collaborato al Kilometro Rosso di Jean Nouvel. Dopo l'annuncio della firma dell'accordo, alcuni particolari sulla struttura hanno cominciato a filtrare. Tanto per cominciare l'obiettivo sarebbe ultimare l'impianto per il 2015, quindi in vista dell'Expo. A Selvino si potrà sciare 365 giorni l'anno, con una struttura unica.

La pista in progetto si estenderebbe per oltre 650 metri, per un totale di 50 mila metri quadrati. Caratteristica peculiare – che differenzia il progetto orobico dai capannoni-scatoloni tipo Dubai – è che il complesso sarà interrato. Anche per questo è stato scelto Selvino: la conformazione morfologica delle aree individuate dal Comune permette di realizzare un tunnel e poi coprirlo (all'esterno ci saranno piantumazioni e un'area verde) sfruttando i dislivelli e minimizzando l'impatto ambientale. Non solo: così si risparmia energia per il raffreddamento (l'innevamento sarà garantito dai cannoni che si vedono anche sulle normali piste da sci).

Lo ski-dome di Selvino avrà una pista, come detto, di 650 metri e con, pare, un dislivello di circa 130. Al netto solo di futuribili progetti cinesi queste misure, se confermate, ne farebbero una delle piste più ampie e all'avanguardia mai pianificate.

Tutto su L'Eco di Bergamo del 22 giugno

r.clemente

© riproduzione riservata