Venerdì 24 Giugno 2011

Maturità: prova di latino fattibile
Molto più pepata la matematica

Latino fattibile, matematica pepata. Questo il giudizio complessivo degli studenti sulla seconda prova di maturità dei licei classico e scientifico, mentre è più difficile da valutare, per la varietà delle proposte legate alla specificità dei corsi, la difficoltà della seconda prova degli istituti tecnici e professionali.

Quanto al copiare via smartphone, le indagini delle reti degli studenti, su campioni di alcune centinaia di risposte, confermerebbero che è possibile, ma le percentuali oscillano dal 40 al 10%. Il ministro Gelmini, che ha ringraziato tutto il personale della scuola perché anche il secondo giorno della maturità è trascorso sereno e ordinato, ha minimizzato il problema della messa in rete dei temi (il mezzo più veloce è fotografare e inviare) a prova cominciata, ma le scuole non sono totalmente isolabili.

Tuttavia essere pescati con il cellulare significa bocciatura immediata e pochi studenti sono disposti a rischiare tanto. Ieri, dal Liceo Sarpi i primi studenti sono sbucati dopo mezzogiorno, stanchi ma non stravolti e all'aria fresca son subito rifioriti con l'elasticità dell'adolescenza. Lapidario il commento di Ginevra Fabri, III B: «Pensavo peggio». «Non male» concorda Maria Luisa Aldeghi, III D.

Seneca è stato un sollievo per gli studenti del classico che temono sempre che per la prova di latino spunti Tacito, tanto affascinante nella sua stringatezza, quanto dannatamente spinoso a volgerlo in italiano per studenti sottoposti a giudizio d'esame.

Tutt'altra storia per matematica. Al Mascheroni, il primo a emergere dai numeri, intorno alle 13 è Davide Torlo, vincitore di un sacco di premi alle gare matematiche. Resta l'unico per un bel po'. Com'era? «Beh, non troppo difficile. Cioè, i due problemi con lo studio di funzioni erano fattibili, anche se quello con il calcolo dell'area della piscina e i litri d'acqua contenuti non era scontato, visto la forma particolare che risultava dalle funzioni che definivano l'area circostante. Delle dieci domande, alcune non erano necessariamente comprese nel programma fatto in classe, per rispondere dovevi aver approfondito per conto tuo, perché ti interessava».

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m.sanfilippo

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