Giovedì 07 Luglio 2011

Federconsumatori: le nuove tasse
sono un esproprio ai meno abbienti

Al confronto di quanto sta accadendo dovremmo giudicare con meno severità i vari Tanzi, Cragnotti, e avventurieri vari che fecero precipitare l'Italia nel baratro del risparmio tradito. Diciamocela tutta: che in Italia chi ha maggiori disponibilità economiche paghi, in proporzione, più di chi ne ha meno è una gran bufala.

L'idea per cui se paghiamo tutti allo stesso modo sia sintomo di democrazia, la possono raccontare soltanto a dei poveri creduloni con le fette di salame sugli occhi. Che la nuova tassa RETROATTIVA sui depositi titoli pesi «soltanto» per lo 0,9% sui risparmi sino a 50.000 € è fumo negli occhi.

Un modesto investitore che, non volendo essere ingordo nel cercare il massimo profitto rischiando i suoi sudati risparmi in avventure speculative, ha collocato 5.000 € in BOT, alla fine dell'anno in corso si ritroverà con meno soldi di quando li aveva prestati allo Stato (- 42 € c.a.), dall'anno prossimo i soldi da pagare per lasciare attivo il conto titoli saranno 72 c.a. . Colui che di BOT ne ha già per 50.000€ quest'anno «guadagnerà» 86 € meno dello scorso anno ma il suo deposito aumenterà comunque di 665 €., e l'anno prossimo di euro gliene resteranno 404 di utile.

Naturalmente, visto il criterio applicato, più si sale nei valori e meno pesano i sacrifici. Per restare soltanto a quello che riporta il Sole 24 Ore, il possessore di titoli di stato per un controvalore di 100.000 euro prima dell'esproprio riceveva un utile pari a € 1.534, 80 ; già oggi avrà «solo» 1.449 € e, dal prossimo anno i suoi guadagni si fermeranno, ai tassi attuali d'interesse, a 1.189 €. Per chi volesse leggere con obbiettività i dati dovrebbe essere evidente la sperequazione perpetrata nei confronti dei meno abbienti.

Il prelievo fiscale forzoso ( l'apertura del conto deposito titoli è obbligatoria per qualsiasi somma) non risponde assolutamente al criterio della progressività e a farne le spese sono sempre i meno abbienti. Federconsumatori crede ci sia lo spazio nel dibattito parlamentare per correggere questo mostro di proposta, nel frattempo, almeno, chi ci governa abbia il pudore di non pronunciare mai più la frase «non mettiamo le mani in tasca agli italiani», che suonerebbe come un'ulteriore offesa nei confronti di ogni Cittadino.

Umberto Dolci
Presidente Federconsumatori Bergamo

m.sanfilippo

© riproduzione riservata