Lunedì 08 Agosto 2011

Cambia il logo
della diocesi

La diocesi di Bergamo cambierà il suo logo. O meglio, il tradizionale logo raffigurante il patrono Sant'Alessandro con la scritta «Beate Alexander serva clerum ac plebem» («O Beato Alessandro, custodisci il clero e il popolo») è stato sottoposto a restyling. Il simbolo fu usato per la prima volta nel gennaio dell'anno 1909 per il primo numero de «La vita diocesana», l'organo ufficiale degli atti del vescovo e della Curia.

Questo logo ha una sua storia nell'immagine e nel motto. «L'immagine del santo — sottolinea don Bruno Caccia, addetto all'Ufficio per i beni culturali ecclesiastici — ritrae la statua di Sant'Alessandro vessillifero che campeggia sulla cupola del Duomo. È un'opera che risale alla metà dell'Ottocento, autore lo scultore milanese Carlo Broggi, sottoposta a ridoratura negli anni Ottanta del Novecento da Abramo Nembrini di Mozzo. Parte del motto è invece una scelta di don Roncalli». Infatti, fu proprio dietro suggerimento del segretario don Angelo Giuseppe Roncalli – il futuro Beato Papa Giovanni XXIII – che l'allora vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi avviò la pubblicazione de «La vita diocesana».

L'iniziativa si ispirava al mensile «La Vie diocesaine», voluto dal primate del Belgio cardinale Desiré Mercier, che lo inviava regolarmente all'amico monsignor Radini. Redattore del nuovo periodico era lo stesso don Roncalli, che trovò negli archivi un sigillo medievale raffigurante Sant'Alessandro con la scritta «serva clerum ac plebem». Venne così ideato il logo che ha accompagnato il cammino della diocesi bergamasca fino ai nostri giorni. Ora che si è deciso di procedere al restyling, lo studio e la realizzazione del progetto sono stati affidati alla Moma comunicazione, società del gruppo Sesaab, editrice de L'Eco di Bergamo, che si è mossa pensando al logo anche per un suo utilizzo a piccole dimensioni. Il lavoro di restyling ha interessato il vertice del logo, che è stato leggermente arrotondato nelle linee di chiusura. I simboli araldici e i gigli alessandrini sono stati ridisegnati conservando caratteristiche e proporzioni del precedente. L'immagine del santo, rimasta inalterata, è stata ridisegnata in outline e leggermente semplificata nel tratto per renderla più leggibile e adatta a un'immagine digitale. Ridisegnato invece il carattere gotico della scritta, con la scelta del trajan per renderlo più nitido e leggibile. Il nuovo colore scelto è il pantone verde, per conferire al logo istituzionalità ed eleganza stilistica.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata